Riceviamo e pubblichiamo

“Poiché sarebbe troppo facile confutare le affermazioni fatte dal dottor Agen in occasione della conferenza stampa di giovedì scorso giorno 11 febbraio, ci sembra più utile far parlare i fatti che, come si sa, hanno la “testa dura” e difficilmente sono manipolabili. E fare qualche domanda. Fatti che, contrariamente a quanto ha inteso sostenere Confcommercio, non si basano su dati “inesistenti” o “di fantasia”. Al contrario derivano da fonti ufficiali e come tali sono certi”.

 

Ad affermarlo sono i rappresentanti delle 30 categorie che si sono unite chiedono chiarezza e trasparenza nella costituzione della Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa.

 

Sono loro, alla luce di nuove dichiarazioni e nuovi fatti, che si pongono delle domande dato che, proprio i fatti, dicono intanto che lo scenario si sta ampliando. Non più solo FAPI ed EUROMED, con tutte le evidenze che sono fin qui emerse, ma adesso anche CIDEC e ASSOTIR, associazioni apparentate con Confcommercio.

 

“E allora – dicono – facciamo noi alcune domande. Per avere delle risposte, nel merito”.

 

Innanzitutto circa cento imprese che risultano iscritte a FAPI, EUROMED, CIDEC e ASSOTIR hanno dichiarato di non aver mai aderito a tali sigle. Dato che scaturisce dalla sola conoscenza diretta di tali imprese e quindi, certamente, inferiore a quello reale. Come si spiega? Si è consapevoli del fatto che ciò potrebbe rappresentare un reato grave?

 

Inoltre FAPI ed EUROMED hanno dichiarato un numero esorbitante di imprese nonostante fino a poco tempo fa semplicemente non esistessero. È mai verosimile, per di più durante la peggiore recessione nella storia della nostra Repubblica?

 

Senza tralasciare il fatto che FAPI ha presentato elenchi di aziende dai quali si ricava che oltre il 70% delle nuove imprese nate in un determinato periodo, nel 2013 e nel 2014 a Siracusa, sarebbero sue iscritte. Perché tutte queste start-up avrebbero aderito in massa a una organizzazione fin qui sostanzialmente sconosciuta?

 

Emerge, altresì, un dato impressionante di doppie adesioni: circa il 63% delle imprese nel settore commercio e il 52% nel settore servizi alle imprese aderenti a FAPI aderiscono anche a EUROMED. Ci si può credere? Perché mai così tante imprese dovrebbero avere scelto di pagare un doppio contributo associativo?

 

“Sulla base degli sconcertanti dati siracusani è peregrino  ritenere – si chiedono i rappresentanti – se anche quelli di Catania e Ragusa, la cui conoscenza è stata a oggi ostinatamente preclusa, presentino le medesime gravissime irregolarità.

 

“Possiamo essere certi – si domandano inoltre i rappresentanti delle varie sigle – del possesso dei requisiti da parte delle associazioni che hanno concorso all’attribuzione dei seggi del Consiglio camerale? È bene allora sottolineare come sia ferma intenzione delle scriventi associazioni tutelare in ogni sede la costituzione della nuova Camera di commercio, pretendendo il rispetto delle regole anche e soprattutto da parte di chi ha il dovere, per legge, di garantire che il nuovo organismo sia il risultato di una competizione leale e trasparente tra le associazioni del territorio”, aggiungono.

 

E, in ultimo, anche se in premessa si è detto che non si intendeva attardarsi sulle singole affermazioni del dottor Agen, “almeno per due aspetti – dicono i rappresentanti delle istituzioni – ci si consenta di farlo, perché la dice lunga sull’affidabilità delle cose dette”.

 

“In primo luogo Agen sostiene che nel precedente rinnovo il raggruppamento di Confcommercio (con artigiani e cooperative) aveva ottenuto 24 seggi e che oggi, avendo perso 3 delle 4 associazioni artigiane (dimentica le cooperative), ne avrebbe 21. Agen dice una cosa semplice da capire e d’effetto, ma falsa. Perché Agen – affermano i rappresentati – sa che gli artigiani (e le cooperative, che lui non conteggia) non concorsero allora, insieme a Confcommercio, solo per i seggi dell’artigianato e della cooperazione, ma anche per tutti gli altri (servizi alle persone, trasporti e spedizioni, turismo, servizi alle imprese e così via) e con numeri pure ragguardevoli. Quindi, 24 meno 3, ci spiace per Agen, in questo caso non fa 21, ma fa molto meno. Se vuole facciamo insieme i conti. Ma intanto ci chiediamo: perché Agen vuole accreditarsi come vincitore di una competizione di qualche anno fa? Vuole vincere senza fare la gara? Perché non combatte insieme a noi la battaglia contro le evidenti irregolarità che stanno emergendo per poi confrontarsi sui numeri reali? In secondo luogo il presidente regionale siciliano di Confcommercio nella conferenza stampa ha sostenuto, per rimarcare il fatto di non avere particolari rapporti di amicizia con Pagliaro, di aver indetto un concorso per segretario generale della Camera di commercio di Catania al tempo della sua presidenza, concorso vinto da altro candidato e non dal Pagliaro, il quale non si classificò tra i primi. A tal proposito, evidenziamo come semplicemente il fatto non sia vero. La procedura di selezione menzionata da Agen è stata, infatti, effettuata sotto la presidenza di Stefano Ridolfo, tant’è che il vincitore (che dopo qualche mese andò via da Catania) si è insediato (nominato, con decreto assessoriale della Regione Siciliana su proposta della Giunta camerale catanese) in data 06.03.2006, presidente, appunto, il dottor Ridolfo, mentre Pietro Agen diventò presidente della Camera etnea quasi un anno dopo, esattamente il 31.01.2007. È solo dopo l’insediamento di Agen alla presidenza della Camera di Catania, nel 2008, che Pagliaro viene recuperato diventando segretario generale. Così, per la precisione storica”, precisano i rappresentanti che concludono: “un’ultima domanda e un consiglio. La domanda: perché Agen sente l’esigenza di citare fatti non veri, per quanto fascinosi e ben raccontati, a sostegno delle proprie tesi? Il consiglio: i numeri che ha dato in conferenza stampa li giochi al lotto, può darsi che vinca”.

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