CATANIA – Si è svolto ieri l’incontro con rappresentanti di Poste Italiane, di Confcommercio e del Comitato dei Cittadini di Canalicchio, alla presenza del Dott. Politano in rappresentanza del Comune di Catania per evitare l’annunciata chiusura dello sportello di Poste Italiane di Canalicchio, Catania 11, osteggiata dagli abitanti del quartiere che perderebbero uno dei punti essenziali di riferimento oltre alla possibilità di accedere a quei servizi che nessuno sportello bancario svolge in quella zona.

Il rappresentante del Comitato cittadino, Dott. Agostino Trovato, ha illustrato ampiamente tutti i punti che rendono indispensabile il suo mantenimento, dettato non solo da motivi economici (lo sportello ha un bacino d’utenza di oltre 7000 abitanti), ma soprattutto da motivi sociali, trattandosi di una popolazione composta in prevalenza da anziani che avrebbero estreme difficoltà a recarsi altrove. “In zona non esistono sportelli bancari e l’unico Bancomat esistente è proprio quello delle Poste – ha fatto presente il presidente dell’Ascom Confcommercio Dott. Giovanni Saguto – La rimozione di questo dispositivo renderebbe ancora più complicata la vita dei cittadini”.

Da parte dei rappresentanti di Poste Italiane è stata dimostrata la più totale insensibilità a questi problemi. Ormai è stato deciso di spostare lo sportello Catania 11 in territorio di Tremestieri Etneo, a Piazza Tivoli, dove è in corso l’allestimento in un ufficio postale all’avanguardia, con le più moderne attrezzature ed il miglior confort, dotato anche di un vasto parcheggio, il tutto con una spesa complessiva di diverse centinaia di migliaia di euro.

“Agli abitanti di Canalicchio – ha continuato Saguto – non importa molto avere un ufficio postale ultimo modello, per loro sarebbe molto più utile e necessario lo sgangherato ufficio esistente. Davanti al muro totale di Poste Italiane, che nella fattispecie ritengono addirittura di essere vittime perché sfrattati dalla proprietà, invece di andare a cercare un locale simile al precedente ma nella stessa zona, hanno deciso di investire una somma spropositata in un comune diverso a ben due chilometri di distanza. Questo non è fare sevizio pubblico e neanche privato perché danneggiare 7000 utenti non è cosa da poco, deportarli in questa nuova filiale è impensabile, dirottarli verso quella di Barriera significherebbe intasare quest’ultima all’inverosimile. E’ evidente che si vuol fare sulla pelle dei cittadini più deboli un’opera di mera speculazione andando a posizionarsi in una zona dove esiste una clientela molto più ricca ed appetibile”.

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