CATANIA − Tra le diverse “rivoluzioni” annunciate e mai portate a termine dal Governo regionale guidato da Rosario Crocetta, c’è sicuramente quella dei Cantieri regionali di servizio fortemente voluti nel 2013 dallo stesso governatore e mai avviati in alcuni Comuni nonostante il completamento delle procedure previste. Ad evidenziare l’ennesimo paradosso della gestione governativa di Crocetta, è il segretario generale dell’unione territoriale di Catania dell’Ugl, Carmelo Mazzeo: “Come i tanti annunci rivoluzionari dell’attuale presidente della Regione, anche quello relativo ai cantieri regionali di servizio si è rivelato un autentico bluff sulla pelle di tanti siciliani che purtroppo non hanno lavoro, che sono stati prima sedotti di poter contare su un aiuto concreto e poi al solito abbandonati. Ci risulta infatti che in numerosi centri siciliani, compreso Catania, le graduatorie già stilate da oltre un anno e mezzo dal Comune, per i progetti relativi ai cantieri di servizio, sono bloccate poiché dalla Regione Siciliana ancor oggi non arrivano i fondi necessari per l’avvio dei lavori. In un momento storico in cui la politica regionale e nazionale non fa altro che parlare di reddito di cittadinanza – continua Mazzeo – a Palermo non sono stati capaci di attivare la spesa prevista, nell’ormai lontano 2013, per far partire i cantieri di lavoro e garantire sia a tanti lavoratori un minimo sussidio in questo particolare momento di crisi, che ai comuni l’opportunità di dar corso a dei progetti di pubblica utilità. Chiediamo quindi al presidente ed al neo assessore regionale Gianluca Miccichè di sbloccare in tempi rapidi la situazione, in modo da poter da subito colmare il forte ritardo accumulato e mettere i comuni nelle condizioni di far partire i cantieri. Mentre in Sicilia la disoccupazione avanza, i lavoratori aspettano un concreto segnale. Ci auguriamo che al più presto venga archiviata e dimenticata quest’ennesima farsa – conclude il segretario catanese dell’Ugl – ed auspichiamo che, al contrario, alla Regione si torni subito a parlare dei cari vecchi cantieri di lavoro, che nel recente passato hanno dato lavoro a tanti disoccupati oltre che a lasciare ai comuni strutture pubbliche, strade e piazze riqualificate.”

 

 

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