L’attuale Segretario Generale della Camera di Commercio di Catania, Alfio Pagliaro, risponde ai giornalisti, dopo le accuse ricevute da parte delle associazioni iscritte ad essa.

Le risposte sono puntuali e precise, divise in circa dieci punti che equivalgono a quelli che lo stesso ritiene essere gli attacchi a lui effettuati.

S’inizia con l’accusa, secondo il Commissario “priva di fondamento”, dell’esclusione di alcuni settori merceologici dal rinnovo camerale, alla quale risponde chiarendo che alcuni settori, precedentemente a se stanti, sono stati inclusi dal MISE alla voce unica “Servizi alle persone”, compresa la voce prima indicata come “Altri settori”. Per quanto riguarda la sezione “Pesca”, precedente indipendente, per mantenerne l’appartenenza all’interno della Camera, è stata annessa ad “Agricoltura”, in quanto opzione possibile da indicazione del Ministero.

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Tra i punti più accesi che il segretario tiene a precisare vi è la forte attenzione data al dialogo da parte sua e del suo staff, la cui riunione odierna è dedicata, in quanto le critiche a lui rivolte si riflettono sui suoi collaboratori che intende difendere a spada tratta, nei confronti degli associati, e a chi gli fa notare la mancanza della Confcommercio dal gruppo degli oppositori, supponendo dei favoritismi, risponde: << se facessi ciò, dopo trent’anni di lavoro tra queste mura, non potrei guardarmi allo specchio! >>.

Per quanto riguarda l’indagine apportata alle aziende associate alla CCIAA, indica in maniera tecnica il metodo di analisi, precisando che le indagini incrociate hanno rilevato ben 13.369 aziende irregolari, e sottolinea come sia lo stesso metodo utilizzato da tutte le camere nazionali. E, finito sotto la lente d’ingrandimento per non aver “punito” le aziende pluriassociate, spiega una volta per tutte come sia diritto delle stesse far parte di più associazioni come da circolare MISE del 16 novembre 2011 che prevede la “duplicazione”.

Conclude la seduta portando all’attenzione dei presenti quanto avvenuto poche settimane fa con la richiesta di rimozione dall’incarico presentata dai rivali al Ministero il 28 dicembre, ma “evidentemente” non accettata dallo stesso e di come le manovre per creare ritardi al sistema si stiano moltiplicando negli ultimi tempi, si veda, sottolinea il Commissario ad Acta, ad esempio il ritiro della richiesta di sospensione cautelare presentato al TAR, proprio al momento della comunicazione della data fissata per l’udienza.

Davide Di Bernardo

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