di Carmelinda Comandatore

Messina, Enna, Vittoria, San Cataldo e Augusta. Sono questi i comuni siciliani che hanno detto “No” ai botti di Capodanno, in linea con la scelta presa da più di 850 sindaci nel resto dello stivale. I trasgressori rischiano multe salate che, da un minimo di 25, possono arrivare fino a 500 euro. Grandi assenti Siracusa e Palermo, che nel 2011, con l’Amministrazione Cammarata, sembrava aver avviato un percorso nuovo, accogliendo le richieste di associazioni e cittadini, che  invocano il divieto dell’uso dei fuochi d’artificio. Cauto ottimismo, invece, per la città di Catania. Dovrebbe arrivare nel corso della giornata di oggi l’ordinanza del sindaco Enzo Bianco, che vieterebbe i botti anche nella città etnea. Comune denominatore delle ordinanze emanate già da diverse settimane dalle varie amministrazioni locali sopracitate, che vietano l’uso di botti e petardi nel centro urbano, è il richiamo al “senso responsabilità dei cittadini”. Una scelta che ha incontrato il favore delle associazioni animaliste e pacifiste, da sempre impegnate nella sensibilizzazione verso dei festeggiamenti vissuti all’insegna del divertimento, senza dimenticare il rispetto per la salute delle persone, ma anche degli animali, che in queste occasioni soffrono molto l’uso indiscriminato dei botti . Le conseguenze possono essere anche gravi per l’animale che subisce lo scoppio di un botto : dallo spavento che può causare anche la morte (i cani tendono a gettarsi dal balcone), alla follia e ai danni all’udito.

Anche il Codacons, attraverso un comunicato che porta la firma del segretario nazionale Francesco Tanasi,  si è recentemente espresso contro quella che definisce una “primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali”. Un dato su cui è necessario riflettere, sottolinea Tanasi, è il danno provocato dall’inquinamento atmosferico. Ad essere pericolosi per la salute, infatti, non sono solo i botti illegali, che ogni anno mietono moltissime vittime, ma anche quelli legali, il cui utilizzo incrementa sensibilmente la concentrazione di polveri sottili nell’aria. Dai dati riportati dal Codacons emerge che il primo dell’anno, nelle città in cui si fa uso dei tradizionali botti, si raddoppi o addirittura si triplichi, in alcuni casi, il limite di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10. A farne le spese è ovviamente la salute dei nostri bambini ed anziani, insieme a tutte quelle persone affette da patologie respiratorie, come gli asmatici. Ragione in più per sostenere la causa e vietare i botti di fine anno.

 

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