Vita dura per gli appassionati di fuochi d’artificio, che fino alla fine hanno sperato che le grandi città siciliane non seguissero la tendenza nazionale, che ha visto più di 850 comuni imporre il divieto di utilizzo di botti e petardi per la notte di capodanno. Nelle ultime ore è arrivata una vera e propria pioggia di ordinanze sindacali da Palermo, Catania, Siracusa, Mascalucia, Adrano, Biancavilla, Paternò, Motta Sant’Anastasia, Tremestieri Etneo, Aci Castello e Gela, che hanno così risposto alle ripetute richieste avanzate nelle scorse settimane dalle associazioni animaliste e pacifiste, oltre che dal Codacons. Dopo un primo comunicato in cui condannava la “primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi”, l’associazione dei consumatori è tornata ieri a battere i pugni sul tavolo, diffidando tutti i sindaci a “disporre il divieto sul proprio territorio ai fuochi d’artificio in occasione dell’ultimo dell’anno” e chiedendo a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza uno speciale tour de force e uno speciale dispiegamento di forze nei giorni 30 e 31 dicembre per effettuare controlli e sequestrare i botti pericolosi in tutte le città d’Italia. Un ultimatum a cui Leoluca Orlando, Enzo Bianco, Giancarlo Garozzo, Domenico Messinese e altri sindaci siciliani hanno risposto in queste ore con ordinanze “last minute”, accomunate dal richiamo al senso di responsabilità individuale e collettiva, ma anche dalla necessità di garantire lo svolgimento dei festeggiamenti nella piena tutela della sicurezza dei cittadini.

Una scelta obbligata, dunque, per adeguarsi al trend nazionale, ma al tempo stesso un cambio di rotta importante, in particolar modo per una città come Catania, che fino ad un anno fa difendeva a denti stretti la scelta di dare luogo, nella notte di capodanno, ad uno spettacolo pirotecnico esclusivo e che si appresta a compiere scelte decisive in vista delle imminenti festività agatine, in cui i giochi pirotecnici hanno un grande ruolo attrattivo.

di Carmelinda Comandatore

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