Riceviamo e pubblichiamo

MINEO – Se è vero che u pisci feti da testa, il comprensorio del Calatino può andare orgoglioso di ben nove pesci che da troppo tempo non vedono il mare. Nove amministratori della cosa pubblica, nove espressioni della democrazia, nove primi cittadini che dovrebbero mantenere in salute la comunità che li ha eletti e portare avanti programmi di sviluppo, di crescita economica, di valorizzazione per creare opportunità di lavoro e benessere in zone ormai ridotte a un ospizio, dove già da bambini si vede segnato il destino dell’emigrazione.

Si stanno pubblicando i primi bandi europei da parte della Regione. Questi nove argentei figli di Nettuno lo sanno che alcuni fondi si possono avere solo se i Comuni si associano in “Gruppi di Azione Locale”? Cosa stanno facendo per cogliere delle possibilità di finanziamento, per quali progetti stanno preparando la documentazione? Silenzio, mistero, oscurità.
E si può anche capire, tanto mutismo: l’imbarazzo accomuna i nove sindaci, per essere stati coinvolti in inchieste giudiziarie di grosso peso.

Il fu Consorzio dei Comuni “Calatino terra d’accoglienza” fin dalla sua nascita altro non era – secondo gli inquirenti – che una accolita di approfittatori che si contendevano i cinquanta centesimi per ogni cranio di profugo, per farsi festarelle e spettacolini di paese spacciate da momenti di “accoglienza e integrazione dei migranti”. Una ignobile e miseranda truffa da poveracci – questo afferma l’accusa – ai danni dello Stato, distrazione di fondi che dovevano andare ai richiedenti asilo. Eccolo, lo sciacallaggio di chi tante volte si è riempita la bocca di tale insulto! Sciacallaggio concreto e di inaudita bassezza, fatto ai danni degli ultimi con loro danno e beffa. Del resto, ci sono sindaci – purtroppo anche tra i non inquisiti – che ancora si rallegrano dell’arrivo dei disperati sulle zattere della morte perché così ricevono soldi dallo Stato per istituire centri d’accoglienza e Sprar e riescono a dare qualche posto di lavoro ai compaesani, ovviamente per farsene belli alle prossime elezioni. A questi dilettanti della politica rispondiamo con una risata, noi che a Mineo abbiamo fatto le cose in grande e, vista la copiosa disponibilità di braccia che il Cara è a tutti gli effetti, affrontiamo da statisti la competizione internazionale in campo agricolo, con un bel taglio al costo del lavoro che rende molto appetibili le nostre arance: il sapore della disperazione. Non si è forse detto che gli immigrati sono una risorsa? Non si capisce poi perché qualcuno viene a lanciare sospetti di “filiera sporca” degli agrumi, di “caporalato” ecc. Come mai gli elicotteri sorvolano a bassa quota le campagne alla ricerca di manodopera irregolare e sottopagata, se qua è tutto alla luce del sole!

I nove sindaci indagati hanno forse pensato di dimettersi? Assolutamente no, anzi qualcuno di loro dice che lasciare volontariamente l’incarico sarebbe una “ammissione di colpevolezza”. Inoltre si guardano a vicenda e giustificano la propria permanenza con quella dei colleghi… “perché non comincia qualcun altro, a dare il buon esempio?” Anche se non sono più in grado di portare avanti il lavoro amministrativo, continuano nel non fare nulla, abbarbicati alle fasce tricolori, alle poltrone e soprattutto a quegli stipendi che, vista la crisi, sono sempre più un bene raro e prezioso da difendere con ogni mezzo. Pazienza se il bilancio è in rosso, se si va al dissesto, se per quello stipendio il padre divora i figli e tradisce le aspettative del popolo, spettatore di tanta abiezione.

Viene allora il dubbio che il loro attaccamento al posto sia dovuto al timore di tornare nel mondo reale e dover affrontare di nuovo come normali cittadini i seri problemi quotidiani. Che brutta prospettiva! Resta il fatto che la carica di sindaco è con scadenza, quindi possono solo rosicchiare qualche mesata in più, ma il gioco prima o poi finisce. E allora, visto l’inesorabile capolinea che si avvicina, per questi personaggi che nei prossimi anni saranno impegnati in processi lunghi e dovranno discolparsi da molte accuse, perché almeno non pensano di dare un’ultima prova di orgoglio, con l’autosospensione dagli incarichi? O pensano forse di ricandidarsi per un secondo mandato da portare avanti in compagnia dei giudici? Ci dicano le loro intenzioni, cerchiamo di capire se per i cittadini dei nove disgraziati Comuni c’è una strada che finalmente li possa liberare dalla vergogna condivisa – u scuornu, dicono a Napoli. Aspettiamo, fiduciosi, le risposte.

Alba Siciliana – Unità Territoriale di Mineo

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