CATANIA – “Sono mesi che attendo una risposta da parte del ministro Angelino Alfano in merito alla gestione del Cara di Mineo, ma irresponsabilmente sino ad oggi il ministro ha ritenuto di non dover rispondere alla mia interrogazione parlamentare”.

A sottolineare la condotta, non proprio trasparente, del ministro dell’Interno Alfano è l’on. Angelo Attaguile, segretario della Commissione nazionale Antimafia, che aggiunge: ”Alfano dimostra di non avere alcun rispetto del ruolo del Parlamento. Dall’indomani della notizia del coinvolgimento di Luca Odevaine nell’inchiesta ‘mafia capitale’, ho sottolineato al ministro l’importanza di approfondire la gestione del Cara di Mineo alla luce del fatto che Odevaine è anche ai vertici del consorzio Terra d’accoglienza che l’amministra. Peraltro in seno ai lavori della Commissione nazionale Antimafia già da tempo abbiamo audito diversi procuratori della Repubblica e sappiamo bene delle delicate inchieste giudiziarie che stanno monitorando la gestione dei centri di accoglienza”.

“Non vorrei – conclude l’on. Angelo Attaguile- che l’omissione di Alfano nel rispondere alla mia interrogazione fosse dettata dal possibile coinvolgimento nell’inchiesta giudiziaria, che sta trapelando sulla stampa, di esponenti del suo partito considerato che a presiedere il consorzio è il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, e che anche il sottosegretario Giuseppe Castiglione, a lungo soggetto attuatore del Cara, emerge oggi essere tra gli indagati”.

La vicenda Cara di Mineo è seguita personalmente dal leader del movimento ‘Noi con Salvini’, Matteo Salvini, che lunedì mattina si recherà nuovamente in visita al Cara di Mineo come ha anticipato ad Angelo Attaguile che lo accompagnerà. “Matteo Salvini ha sempre seguito con grande interesse le modalità di gestione del Cara di Mineo –spiega Angelo Attaguile- e anche nel corso della precedente visita a Mineo aveva sottolineato la sua viva preoccupazione per le possibili infiltrazioni della criminalità e soprattutto per la vera e propria speculazione economica perpetrata sulla pelle degli immigrati”.

 

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