di Salvo Reitano

Pietro Catania: “Inopportune le dichiarazione del primo cittadino al quale chiedo di dimettersi”

MINEO – E’ probabile che a spingere il sindaco di Mineo e presidente del Consorzio dei Comuni, “Calatino Terra d’Accoglienza”, Anna Aloisi, a convocare per domani, 10 Marzo alle ore 10,30, una conferenza stampa presso il palazzo di città, abbiano contribuito non poco le illegittimità nella gara d’appalto per la gestione del Cara di Mineo, riscontrate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, al fine di evitare spiacevoli equivoci su un sistema in chiaroscuro più volte denunciato su queste pagine. annaaloisi
Dopo il parere tanto atteso dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sulla gara di 96 milioni 900 mila euro bandita dal Consorzio Calatino Terra d’Accoglienza, per l’affidamento triennale della gestione del Cara di Mineo, Anna Aloisi si è premurata a rinnovare i propri ringraziamenti al presidente Raffaele Cantone: “Appena appresa la notizia che un dipendente del Cara, Luca Odevaine, era coinvolto nell’inchiesta giudiziaria denominata “Mondo di Mezzo” e “Mafia Capitale” ho chiesto l’intervento dell’autorità nazionale per valutare gli atti della gara”.
“Sono grata a Cantone – prosegue la Aloisi – per aver finalmente preso in considerazione Mineo. Il giudizio è severo e non smonta solo l’appalto di Mineo ma tutti gli appalti fino ad oggi esperiti dal ministero dell’Interno, tramite le diverse prefetture italiane, per l’affidamento della gestione dei Centri di accoglienza che fino ad oggi è stata affidata in maniera unitaria e mai a lotti”. “Tale pronunciamento – conclude – ci consente di intraprendere azioni utili, compresa la possibile revoca dell’appalto, a rimuovere ogni dubbio sulla volontà di garantire una gestione trasparente delle procedure”.
La convocazione della conferenza, però, non placa gli animi e il consigliere comunale Pietro Catania attacca:Pietro Catania“Semplicemente farneticanti, ridicole, inutili, assurde e inopportune le dichiarazioni o meglio le giustificazioni del sindaco Aloisi, pubblicate oggi sul quotidiano La Sicilia, sugli atti inviati (dicembre 2014) al Presidente nazionale dell’anticorruzione Cantone. Dal 2013 il sottoscritto in Consiglio comunale chiedeva, con atti formali, maggiori controlli su quella che sarebbe stata la futura gara di appalto. Non serve a nulla arrampicarsi sugli specchi, per il sindaco Aloisi e presidente del Consorzio resta solo una strada:, quella delle dimissioni”.
Di una cosa, comunque, siamo certi, che le Procure di Catania e Caltagirone, alle quali il presidente dell’Autorithy Cantone ha trasmesso gli atti, faranno presto piena luce su una gara di appalto che avrebbe ignorato in maniera evidente le più elementari regole della trasperenza e della concorrenza trasformando il dramma degli immigrati in un discutibile giro d’affari ai danni della collettività.

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