È l’ennesimo scandalo che viene su dal verminaio del centro di accoglienza: l’affare dei profughi fantasma ai quali lo Stato versa 35 euro al giorno nonostante non si trovano più al Cara

Più ci si addentra nell’inchiesta sul Cara di Mineo, il centro di accoglienza per migranti più grande d’Europa, più ci si rende conto quanto marciume e fanghiglia si è depositata nel corso degli anni che è costata e costa alle nostre tasche decine di milioni di euro. Ora si scopre, grazie al lavoro dei magistrati, che centinaia di migliaia di euro sono stati “versati” per pagare la permanenza di clandestini fantasma.
È l’ennesimo scandalo sul quale ha puntato i riflettori la Procura di Caltagirone. L’inchiesta condotta dal procuratore, Giuseppe Verzera, sta cercando di capire se c’è stato un anomalo utilizzo di badge attivi lasciati dai migranti fuggiti, da parte del consorzio che gestisce il Cara che avrebbe messo a punto un sistema per intascare indebitamente i 35 euro che la Prefettura paga per ogni migrante per ogni giorno di permanenza nel centro. Di certo c’è che a conti fatti la truffa, in quattro anni, sarebbe costata allo Stato, e pertanto alle tasche dei contribuenti, centinaia di migliaia di euro. Come riporta Repubblica, “quando i migranti vengono condotti al Cara di Mineo viene loro consegnato un badge che dà diritto ad usufruire di tutti i servizi del centro: dalla mensa all’emporio e all’ambulatorio. Quando non viene utilizzato per tre giorni di fila, il badge va in allarme e dopo ulteriori due giorni il badge viene disattivato. Se per i primi tre giorni i 35 euro a migranti sono comunque dovuti al gestore, passate le 72 ore nulla è più dovuto. Ma è su questo che si innesta la truffa. Perché le assenze che vengono automaticamente registrate dal sistema computerizzato del Cara non sarebbero state segnalate alla Prefettura che dal 2011 avrebbe continuato a pagare diarie non dovute per mesi a migliaia di migranti fantasma”.
Sull’argomento è intervenuto il deputato della Lega Nord e Autonomie, Angelo Attaguile: “Alla luce dell’ennesimo scandalo che si è abbattuto sulla gestione degli immigrati in Sicilia, chiediamo al governo un provvedimento d’urgenza per assicurare la gestione trasparente dei fondi e delle procedure relative al coordinamento degli immigrati in territorio siciliano”.
“Serve un intervento immediato del governo – conclude il parlamentare – affinché si ponga fine al business dell’immigrazione clandestina che sta coinvolgendo la Sicilia, e non solo, a tutti i livelli”.

S.R.

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