Petizioni popolari, visite e sopralluoghi istituzionali nella struttura che doveva accogliere due  mila persone e spesso ne ospita oltre il doppio.

di Salvo Reitano

MINEO  – C’è ancora il profumo inebriante della zagara degli aranceti che fanno da cornice al Cara di Mineo, la struttura di accoglienza temporanea per i richiedenti asilo che doveva ospitare non più di duemila migranti e che, invece, ne ospita spesso oltre quattromila in condizioni difficili
La struttura, inutile nascondersi dietro gli eufemismi, rappresenta il fallimento di un sistema di accoglienza, che ha fatto dell’emergenza la chiave per lucrare sulla pelle dei rifugiati. Un business colossale dentro un universo di  disperazione. I tempi di risposta alle richieste di asilo sono inesorabilmente lunghi e in troppi speculano politicamente ed economicamente su questa difficile situazione.
Una situazione denunciata  al sindaco di Mineo, Anna Aloisi, attraverso una petizione popolare sull’accoglienza dei migranti nel territorio della città di Capuana. Tanta mobilitazione e oltre un migliaio di sottoscrizioni per chiedere al primo cittadino d’intervenire affinché fosse pienamente rispettato il “Patto per la sicurezza”, siglato nel 2011 tra lo Stato e gli enti territoriali, l’applicazione del protocollo “Carlo Alberto Dalla Chiesa” nella gara per l’affidamento dei servizi, al fine di prevenire infiltrazioni criminali, l’istituzione di una zona franca fiscale, così come per la vicina Lampedusa, e fondi ministeriali per indennizzare i danni subiti dagli agrumicoltori delle aree limitrofe al centro.
La stessa petizione “boccia” il modello rappresentato dal Cara di Mineo e chiede il passaggio graduale a quello ritenuto più sostenibile sul piano umano, sociale ed economico, quello degli SPRAR  (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)
“Nessuna risposta è arrivata ai sottoscrittori da parte del sindaco – dice Giuseppe Mistretta, già consigliere provinciale de La Destra etnea – . La storia del Cara di Mineo è connotata da violazioni, da quella del Patto per la sicurezza che prevede un’accoglienza massima per duemila migranti, a fronte degli odierni quattromila, sino a quella dello stesso statuto del Comune di Mineo che garantisce i tempi di risposta alle petizioni popolari”.
”D’altronde – prosegue Mistretta – come poteva rispondere il primo cittadino a una petizione sul Cara  sapendo che come sindaco avrebbe dovuto pretendere il rispetto del patto per la sicurezza e, invece, come presidente del C.d.a. del Consorzio Calatino Terra d’Accoglienza ne ha consentito la tacita inosservanza. Sino alla recente approvazione dello schema di locazione con l’impresa Pizzarotti, proprietaria del Residence degli Aranci, col quale si prevede espressamente un canone differenziato in base al numero degli ospiti e comunque sino a quattromila unità”.
Nei giorni scorsi la commissione Consiliare di studio sul fenomeno dell’immigrazione di Mineo ha visitato il centro CARA  trovando la struttura  con 3.900 richiedenti asilo.
Un numero elevato al quale le due commissioni operative, delle quattro insediate,  che esaminano lo status di rifugiato politico non possono far fronte.
Si apprende, inoltre, che alla commissione consiliare è stato vietato di interloquire con gli ospiti, non è stata permessa alcuna visita all’interno degli appartamenti e in nessuna sona del centro. Insomma, una visita “guidata”.
“Non ci riteniamo soddisfatti – dichiarano i consiglieri comunali della lista “Mineo Prima di Tutto” Pietro Catania e Chiara Cutrona – è stata una visita pilotata perché per poter visitare gli appartamenti ci hanno chiesto una nuova autorizzazione da parte della Prefettura”.
“Alla fine del mandato – continuano i consiglieri – la commissione di studio redigerà una relazione che sarà presentata al Consiglio Comunale, non vogliamo lasciare alcun dubbio sulla realtà del centro CARA più grande d’ Europa e bnon comprendiamo tanta riservatezza”.
Ci auguriamo -concludono –  che il Sindaco di Mineo Anna Aloisi , nella sua qualità di presidente del C.d.a. del Consorzio Calatino Terra di Accoglienza, possa in futuro garantire una maggiore
trasparenza a garanzia dei cittadini e degli stessi richiedenti asilo”.
Intanto anche i parlamentari nazionali del Partito democratico Luisa Albanella e Khalid Chaouki, presidente della Commissione Cultura per l’Assemblea parlamentare Unione per il Mediterraneo, hanno effettuato un sopralluogo rilevando che va affrontato subito il problema del sovraffollamento.
“Oggi il Cara ospita mille ospiti in più della capienza massima prevista – dicono Albanella e Chaouki – e non è possibile procedere con tanta lentezza nell’espletamento delle procedure”.
“Per questo – chiedono i parlamentari – riteniamo che debba essere aumentato il numero delle Commissioni che operano all’interno e che svolgono il difficile lavoro di riconoscimento degli stranieri e di valutazione delle richieste di asilo politico” .
Torneremo a parlare del Cara di Mineo dove l’accoglienza e la solidarietà sono diventati un affare.

Salvo Reitano

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