Riceviamo e pubblichiamo

“Commissariare il Consorzio ‘Calatino Terra di Accoglienza’ ”. A chiederlo con una nota al premier Matteo Renzi sono un gruppo di consiglieri comunali in carica nei vari Comuni che amministrano il Cara di Mineo: Pietro Catania (Mineo), Fabio Cusumano, Salvatore Longo, Antonino Bertuccio, Roberto Sgarlata, Giuseppe Lanzafame (Ramacca), Lorena Mileti e Gaetano Anastasi (Castel d’Iudica), Filippo Lamastra (Raddusa) e Vito Amore (Vizzini).

I dieci amministratori comunali hanno inviato il loro documento anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro dell’Interno Angelino Alfano e al prefetto di Catania, Maria Guia Federico, chiedendo anche altre misure che ritengono urgenti quali “il pieno rispetto del ‘Patto per la Sicurezza’, la sospensione della gara di appalto vigente al CARA di Mineo, la tutela dei posti di lavoro delle tante famiglie calatine che lavorano al CARA di Mineo, l’applicazione di una ‘no tax zone’ del Calatino per favorire lo sviluppo economico e sociale delle aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale con potenzialità di sviluppo inespresse, più accurati controlli sulle possibili infiltrazioni di organizzazioni terroristiche criminali”.

La loro intenzione –chiariscono i dieci consiglieri comunali nella nota- è quella di lanciare “un appello affinché vengano intraprese tutte le misure necessarie per tutelare gli organi amministrativi dalla corruzione e dal malaffare e per creare favorevoli condizioni di sviluppo per il territorio del Calatino”.

“Quello che noi consiglieri comunali abbiamo accertato – aggiungono Pietro Catania (Mineo), Fabio Cusumano, Salvatore Longo, Antonino Bertuccio, Roberto Sgarlata, Giuseppe Lanzafame (Ramacca), Lorena Mileti e Gaetano Anastasi (Castel d’Iudica), Filippo Lamastra (Raddusa) e Vito Amore (Vizzini)- è che il sindaco di Mineo, nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione ‘Calatino Terra di Accoglienza’, ma anche tutti gli altri sindaci facenti parte di tale organo amministrativo, hanno effettuato un pessimo controllo sul buon andamento della macchina amministrativa e in particolar modo sulla gestione del centro CARA di Mineo. Tanti i dubbi che permangono, uno tra questi è quello dell’inopportuno rapporto tra il sindaco di Mineo e il coordinatore politico della lista ‘Uniti per Mineo’ (lista che ha sostenuto l’avv. Anna Aloisi nella campagna elettorale) sig. Paolo Ragusa, lo stesso soggetto che eroga una parte dei servizi presso il centro CARA di Mineo. La figura del controllore e controllato vanno a ‘braccetto’?”

I consiglieri chiedono infine il massimo impegno a difesa dei circa trecento lavoratori che a vario titolo operano all’interno del Cara di Mineo ”…al di là della procedura di assunzione che noi abbiamo contestato apertamente. Pertanto, questi lavoratori, che sono la maggior parte padri di famiglia, che si sono anche indebitati a livello bancario convinti di avere raggiunto una stabilità nella propria vita, non possono essere abbandonati”.

Dello stesso avviso anche l’on. Angelo Attaguile, segretario nazionale e coordinatore in Sicilia di ‘Noi con Salvini’, che lunedì ha accompagnato Matteo Salvini nel corso della visita al Cara di Mineo. “Matteo Salvini l’ha detto chiaramente che la sua visita aveva il solo ed unico scopo di accendere i riflettori sulle possibili illegalità rilanciate dalla stampa –commenta Angelo Attaguile- dall’appalto ritenuto illegittimo dall’Anticorruzione alle sacche di richiedenti asilo che in realtà sono semplicemente dei clandestini. Tanto che solo la minima parte di tutti coloro che soggiornano nelle villette del Cara di Mineo alla fine ottengono il riconoscimento dell’asilo politico. Tutti gli altri si godono una bella vacanza a spese degli italiani. Salvini l’ha detto a chiare lettere che chi fugge veramente dalla guerra e dai crimini di certi governi è un fratello che merita aiuto”.

L’on. Angelo Attaguile punta infine l’attenzione anche sulla necessità di tutelare i lavoratori del Cara di Mineo: “da parte nostra c’è il massimo impegno a tutelare gli incolpevoli lavoratori, riteniamo fondamentale salvaguardare i livelli occupazionali. Del resto, una gara di appalto legittima, come quella che invochiamo noi, produrrebbe l’effetto di risparmiare denaro pubblico che potrebbe essere impiegato per assumere nuovo personale. Certo –conclude Angelo Attaguile- certi soggetti che lavorano solo in virtù di un voto di scambio non possono essere lasciati impuniti”.

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