La Procura della Repubblica indaga sulla pista siciliana dell’inchiesta romana “Mondo di mezzo” e cerca riscontri al “Sistema Odevaine”

CALTAGIRONE (CT)- Si parlerà del “Cara di Mineo” nella seduta del consiglio comunale di Caltagirone  convocato per lunedì 15 dicembre alle ore 20,00.
Una mozione per chiedere “il rispetto del Patto sulla sicurezza siglato il 28 marzo 2011 dai 15 Comuni del Calatino”, infatti, è stata presentata dal gruppo di Forza Italia, primo firmatario Aldo Grimaldi. Con essa si sottolinea che “il Cara, il Centro di accoglienza per richiedenti asilo che si trova in territorio di Mineo, è stato attrezzato per un massimo di 2000 persone, ma ne ospita in realtà un numero di gran lunga superiore. Pertanto si impegna l’Amministrazione a richiedere al ministero dell’Interno il rispetto del Patto, con un’immediata riduzione del numero degli ospiti e il loro immediato trasferimento  presso altre strutture al di fuori del territorio del Calatino, già ampiamente provato dallo straordinario flusso di migranti”.
Il gruppo di Forza Italia chiede, inoltre, “l’attuazione di quanto previsto dall’articolo 2 del patto, e cioè l’impegno delle parti a promuovere azioni integrate per soddisfare le istanze di sicurezza di coloro, italiani e stranieri, che soggiornano regolarmente nel territorio anche attraverso iniziative che concorrano a prevenire situazioni di disagio sociale nei seguenti settori: immigrazione e sicurezza, sicurezza stradale, lotta allo sfruttamento della manodopera, prevenzione e cura di malattie veicolabili in ambienti multietnici e nel territorio, sorveglianza diurna e notturna delle campagne e dei centri abitati”. Si chiede, infine, all’Amministrazione di comunicare “i progetti realizzati in materia di sicurezza e gli obiettivi eventualmente raggiunti, i costi e i benefici del progetto complessivo di accoglienza”
Intanto  la gestione del Cara di Mineo è  al vaglio della Procura di Caltagirone che sta indagando sulla pista siciliana e sul “Sistema Odevaine”, nell’ambito dell’inchiesta romana “Mondo di mezzo”
Gli inquirenti puntano dritto alle intercettazioni di Luca Odevaine, già vice capo di gabinetto di Walter Veltroni, esperto del Cara di Mineo, componente della commissione di aggiudicazione dell’appalto per la gestione del centro d’accoglienza più grande d’Europa che vale, come abbiamo scritto più volte, quasi 200 milioni di euro all’anno, per ospitare oltre 14 mila migranti e richiedenti asilo. Soldi dello Stato, con una retta di circa 30 euro al giorno per ogni ospite del centro di accoglienza.
Da quanto riferiscono ambienti bene informati, non ci sono ancora iscritti al registro degli indagati, ma l’inchiesta sembra oirientata a ricercare riscontri nella pista romana a seguito dalle intercettazioni nelle quali Odevaine parla, con dovizia di particolari, ricordiamo il tavolo con la sedia vuota al ristorante, di politici e amministratori del consorzio che gestisce il Cara.
Intanto l’amministrazione comunale di Mineo è sotto il tiro di fila dell’opposizione. Il “Gruppo consiliare Misto”, nei giorni scorsi in consiglio comunale ha affrontato la questione senza mezzi termini. “Dalle intercettazione, emerse dall’inchiesta “Mafia Capitale – Sistema Odevaine, – scrivono in un comunicato – emergono posizioni di rilevata gravità, il Cara di Mineo entra nella bufera mediatica e giudiziaria”.
“Per questo – dicono – in quella sede abbiamo chiesto invano al Sindaco di Mineo le dimissioni dalla presidenza del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza” e a Sua Eccellenza il Prefetto della Provincia di Catania, la sospensione della gara di appalto presso il Cara di Mineo, di attuare il “Patto per la Sicurezza” e il Commissariamento del “Consorzio Calatino Terra di Accoglienza, ferma restando la tutela dei di lavoro delle tante famiglie menenine”.
“Al Sindaco di Mineo – concludono – chiediamo la costituzione di parte civile nel processo “Mafia Capitale”, qualora ci siano i presupposti giuridici, e la piena collaborazione del primo cittadino con gli organi inquirenti. Riguardo l’inchiesta ci auguriamo che la Magistratura possa fare piena luce sui fatti vergognosamente accaduti”.  Il sindaco Anna Aloisi ha rassicurato i consiglieri comunicando che tutti gli atti amministrativi saranno inviati all’Autorità anticorruzione e alla commissione Antimafia.

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