di Agnese Maugeri, foto servizio: Vincenzo Musumeci

Catania – Dopo cinque lunghi anni d’assenza è giunto finalmente il momento Listenerdi riascoltare l’inimitabile voce della Cantantessa, la sua città ferveva nel poterla riabbracciare e così è stato, prima alla conferenza tenutasi al Gatto Blu e poi all’incontro con i fan alla libreria Feltrinelli.

Un bagno di folla, applausi e sorrisi hanno accolto Carmen che semplice come sempre accompagnata dal solo suono della sua chitarra ha cantato alcune nuove canzoni contenute nell’album “L’abitudine di tornare” uscito lo scorso 20 gennaio.

Durante la vacanza che l’artista si è presa lontano dal palco, racconta la Consoli di aver fatto cose “comuni e straordinarie”, la più importante di tutte è la nascita del suo bambino Carlo Giuseppe che l’ha cambiata nell’animo e non solo, anche i suoi tratti oggi appaiono addolciti, la ragazza “mediamente isterica” di vent’anni fa sembra aver ceduto il passo a una nuova maturità donatale dalla maternità.

Questo ritorno alla normalità, il bisogno di interrompere la vita frenetica di una star per ritrovare la spontaneità del quotidiano, il tornare in strada a confrontarsi con la gente, è stato di fondamentale importanza nel concepimento del nuovo album.

Carmen spiega che la stesura dei brani è avvenuta in pochi mesi, lei si è sentita una cronista che dopo aver visto e raccolto tanto materiale si è seduta iniziando a scrivere, a raccontare tutte quelle storie, prestando voce a emozioni e denunciando la realtà, dove non è riuscita ad arrivare con le parole l’ha aiutata la musica.

“L’abitudine di tornare” consta di dieci brani un mix di poesia e amara ironia per trattare senza mai giudicare argomenti scottanti e attuali come il femminicidio, l’amore omosessuale, la crisi economica, gli immigrati, la politica e i media, Carmen si definisce una verista e infatti ascoltando le sue canzoni sembra di poter guardare dei quadri neorealisti filtrati sotto l’attento sguardo della cantautrice.

Anche la Sicilia viene cantata, nella natura selvaggia dei suoi paesaggi, negli sguardi omertosi della gente, e nell’amore che brucia veloce come la nostra lava.

Un album che rappresenta il ritorno della Cantantessa alle sue origini anche nelle scelte melodiche dove si alterna, il pop-rock alle tonalità acustiche perIMG_1492.JPG poi finire con l’elettronica, ma sono le parole, i testi che colpiscono l’ascoltatore e che si prestano benissimo anche a una delicata versione unplugged voce e chitarra come quelle regalata ai tanti fan accorsi alla Feltrinelli di Catania.

Carmen racconta alla platea il suo essere mamma dicendo che spera di donare al suo bambino ciò che i suoi genitori hanno trasmesso a lei cercando di essere felice e di accompagnarlo nelle sue avventure “se una mamma è serena ed equilibrata già questo è un grande insegnamento”.

Non è mancato anche un accenno alla sua amata Catania, quella che era vent’anni fa quando lei divenne una star e la città viveva un fermento culturale invidiabile, e quella di oggi dove molte cose sono da rivedere, da creare e aggiustare, ma Carmen non si lascia abbandonare allo sconforto anzi punta all’ottimismo dicendosi certa di una prossima stupenda alba per la città etnea.

Scritto, progettato e realizzato negli studi alle pendici dell’Etna, “L’abitudine di tornare” consacra ancora una volta la nostra Cantantessa come la più moderna ed eclettica cantautrice italiana, proprio grazie alla sua passione al minuzioso lavoro, alla scelta di raccontare quelle piccole storie di tanti vinti che abitano il bel paese e che insieme formano una realtà comune, globale nella quale inevitabilmente ognuno si ritrova, che Carmen ci racconta grazie alla musica, lingua universale, colorata con le tinte dell’accento catanese.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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