Carmen Consoli, l’abitudine di tornare e il piacere di ascoltarla. Sempre.

di Mariagrazia Miceli

La cantante catanese Carmen Consoli dopo cinque anni di assenza incanta il pubblico del Teatro antico di Taormina. Un concerto che lascia il segno, quello del 30 agosto nella sua Sicilia. Una Cantantessa più matura, che non smette di lanciare messaggi forti.

VMM_8960Il file rouge che lega tutte le canzoni è infatti la denuncia contro la violenza sulle donne. Le scarpe rosse, che la cantante catanese ha poggiato a concerto inoltrato su una sedia al centro del palco, proprio davanti a lei, vogliono essere un monito a denunciare. Tutte le musiciste sul palco le indossavano essendo simbolo, ormai tristemente noto, contro il femminicidio. “Casta diva” è stata la sapiente scelta con cui aprire il concerto, in una serata in cui ad incorniciare il Teatro antico c’era una splendida luna piena.

Donne dicevamo. Sul palco oltre alle collaudate Luciana Luccini al basso e Fiamma Cardani alla batteria, si sono aggiunte, con un’entrata assolutamente d’impatto, la Malmaritate – band catanese tutta al femminile, da sempre schierata contro la violenza sulle donne – tutte vestite da spose-cadaveri vittime di violenza. Nel Medioevo, il termine Malmaritata indicava una donna disillusa da un amore forzato o sbagliato. La dodicesima donna era dietro le quinte, la stilista Marella Ferrera, che ha vestito le artiste, mentre l’unico uomo sul palco è stato il giovane Giovanni Caccamo che ha aperto la serata.

Impatto visivo forte, quanto forti e d’impatto sono stati i brani proposti in concerto, dagli storici successi a quelli dell’ultimo album “L’abitudine di tornare”. Ha preferito fare parlare i testi delle sue canzoni la Cantantessa, che si è rivolta un po’ più a lungo ai suoi fan solo alla fine del concerto. Fan che ballavano e cantavano i suoi successi a squarciagola, alle richieste dei quali non si è sottratta risalendo più volte sul palco per diversi bis, fino a mezzanotte inoltrata.

Foto di Vincenzo Musumeci

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