CATANIA  – «Un vero e proprio “regalo” di fine anno, un decreto assurdo, che penalizzerà gli assegnatari più deboli, in primo luogo gli anziani, e consegnerà definitivamente interi quartieri nelle mani della criminalità organizzata». Carlo D’Alessandro, segretario generale del Sicet Catania, critica il decreto del ministero delle Infrastrutture sulla vendita delle case popolari e denuncia il rischio che comporterebbe «l’ennesima operazione propagandistica di vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (e.r.p.)» e si dice «pronto ad adoperarsi per cancellare il decreto».

 «Anziché fare un piano pluriennale – spiega – per riqualificare il patrimonio esistente e aumentare l’offerta di alloggi a canone sociale, per le oltre 600mila famiglie, a livello nazionale, inutilmente collocate nelle graduatorie e in attesa da anni di un’assegnazione, si fa un tentativo di liquidare gli alloggi, già ampiamenti insufficienti, lasciati allo sbando, senza strategie di gestione e senza controllo.

 «Per quanto riguarda il territorio catanese – aggiunge – dove la richiesta di alloggi di e.r.p., allo stato attuale, supera abbondantemente le 6000 unità, nessuna strategia, finora, è stata adottata per affrontare il disagio abitativo. Solo qualche intervento di natura emergenziale, che rappresenta una goccia in una situazione così drammatica. Innumerevoli volte abbiamo detto quanto sia necessario intervenire per far sì che vi sia uno sviluppo dell’offerta di alloggi sociali».

 Per D’Alessandro «chi cerca un’abitazione soffre già di un disagio acuto, e chiede alloggi in affitto a canone sociale o comunque a un costo più basso di quello dell’offerta attuale presente nel libero mercato. Una domanda da soddisfare sicuramente non con quello che sta proponendo il Governo.

 Secondo D’Alessandro «il decreto prevede modalità aberranti per assegnare gli alloggi: si stabilisce che gli alloggi vengano messi all’asta e che l’assegnatario abbia il diritto di prelazione alle condizioni del terzo. Nel caso in cui l’assegnatario non abbia la possibilità di pagare l’intera somma, superati i 45 giorni, l’alloggio verrà ceduto al miglior offerente e l’assegnatario dovrà lasciarlo. Per andare dove? In un altro alloggio messo a disposizione dagli ex Iacp!»

 «Desta stupore l’approssimazione con la quale si affrontano questi argomenti – sottolinea il segretario del Sicet etneo – soprattutto se si pensa che questo provvedimento è passato con l’assenso della conferenza stato-regione. E proprio chi amministra la nostra Regione sa bene in che condizioni precarie si trova il settore casa e che non esistono alloggi alternativi da riassegnare agli inquilini, né risorse destinate a nuove realizzazioni, tranne che quei finanziamenti già acquisiti, che continuano però a restare bloccati!»

 «È necessario adoperarsi per cancellare il decreto – conclude – ed è indispensabile aprire una stagione di rilancio, con una politica, per quanto ci riguarda a livello regionale e territoriale, che affronti le vere ragioni di questo disagio. Per questi motivi il Sicet si impegnerà, insieme alle altre organizzazioni, a propagandare e dare informazioni, mobilitandosi in tutti i quartieri popolari e confrontandosi con le istituzioni».

Scrivi