S’erano tanto amati Enzo Bianco e Giuseppe Idonea. Tanto amati che per il suo giro d’onore il città subito dopo l’elezione il neo sindaco scelse il destriero rombante del suo uomo comunicazione, adesso declassato in semplice “geometra”, aggettivo osato a mo’ di insulto, più grave della rimozione da commissario liquidatore. Liquidatore e liquidato, dall’altare alla polvere, povero Giuseppe Idonea, che si è difeso con una affollata e calda conferenza stampa, per sottolineare il suo comportamento da “buon padre di famiglia” e sempre svolto con il benestare del primo cittadino, a cominciare dagli incarichi professionali sui quali ricevette precise indicazioni proprio dal Palazzo. “Ho fatto quello che ritenevo giusto e che mi è stato confermato nel momento in cui mi sono recato con i professionisti dal vertice dall’amministrazione per sapere se fosse in linea con la mia azione. Mi è stato detto di procedere e mi è stato chiesto se serviva altro – sottolinea Giuseppe Idonea – . Quando sono andato dal sindaco ci sono andato con i professionisti che sono stati indicati dallo stesso primo cittadino. Questo avviene nel marzo 2015”.
“Non dico che il sindaco sia un bugiardo – prosegue l’ex commissario, che si riferisce agli importi di cui il sindaco ha parlato in Commissione antimafia -,  ma probabilmente é stato informato male”. “Giorno 22 gennaio,ad esempio,  l’agente per la riscossione ha inviato una lettera all’ Amt nella quale comunica che ha ritirato, quindi annullato, trentotto cartelle esattoriali per un importo di 52 milioni di euro. Siamo arrivati a questo per le azioni che abbiamo posto in campo – sottolinea Idonea: l’agente per la riscossione, verificati i nostri rilievi presentati al Tribunale civile sezione lavoro, forse ha visto che qualcosa non andava e che forse avevamo ragione”.
Idonea è offeso anche sul piano personale, per i toni usati dal comunicato, tanto che non esclude una querela. “Non si capisce quale sia il giudizio dell’Amministrazione comunale su tutti gli atti che Idonea ha compiuto – commenta alla fine il senatore Michele  Giarrusso, presente alla conferenza stampa, quasi a rinforzare un già nutrito collegio difensivo  – . Non si spiega la revoca della fiducia”.

L’Amministrazione comunale risponde con un comunicato: “contrariamente a quanto affermato dall’avv. Dario Riccioli, legale dell’avv. prof. Attilio Toscano, in una sua nota sulla vicenda della Bad company dell’Amt, ha confermato che le gravi irregolarità compiute dal commissario liquidatore, citate nell’atto di revoca e riportate nel comunicato stampa del 26 gennaio scorso, sono state accertate dal Comune di Catania dopo un’indagine condotta dagli Uffici. Riccioli aveva definito il comunicato “errato nel contenuto e nella forma” contestando proprio il termine “accertato”. L’Amministrazione ha sottolineato di non muovere alcun rilievo nei confronti dei professionisti, ma al comportamento del Commissario liquidatore.
“Si conferma – ha detto l’avv. Rosario Russo, dell’Avvocatura comunale -, quanto scritto nella conclusione del procedimento avviato dal Comune di Catania, depositata il 25 gennaio e resa nota con il comunicato del 26 gennaio. Dal procedimento stesso sono emersi i fatti che hanno condotto alla richiesta di revoca dell’incarico al Commissario liquidatore. E’ evidente, dunque, che le irregolarità amministrative sono state accertate. Queste erano state anche segnalate dal Comune alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, che decideranno se procedere o meno. Di queste irregolarità si parla, inoltre, nella nota del 30 dicembre 2015 inviata al Comune e alla Procura della Corte dei Conti da parte dei Revisori dei Conti della Amt in liquidazione”.

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