Comproprietà: il Catania perde Fedato, Andujar e Calapai. Intanto a Vicenza alcuni tifosi non vogliono la permanenza in panchina di mister Marino.

La Serie B a serio rischio di stravolgimento. Quanto emerge dalle intercettazioni che hanno portato agli arresti Pulvirenti, Cosentino, Delli Carri, Impellizzeri, Di Luzio, Arbotti e Milozzi sarebbero coinvolti nello scandalo delle combine delle partite anche Bari, Cittadella e Carpi. Così scrive la Gazzetta dello Sport. Ieri si era parlato anche di Brescia e Bologna.

Si allarga a macchia d’olio la rete creata dai massimi dirigenti del Calcio Catania, una rete che potrebbe di fatto far saltare l’intero campionato. Particolarmente rilevanti sono le intercettazioni che vedono come protagonista l’ex direttore sportivo del Catania.

Partiamo dal Bari. I galletti rischiano di essere fagocitati nello scandalo per delle parole di Delli Carri: “Noi facciamo palazzine in un modo, loro le fanno al contrario”. Per gli investigatori questo potrebbe voler significare che i rossazzurri compravano le partite, mentre i pugliesi le vendevano.

Capitolo Cittadella. Per arrivarci bisogna tornare indietro e ripercorrere il cammino del Catania in Serie B, a partire dalla gara del Dall’Ara contro il Bologna. Le intercettazioni sembrano annullare ogni dubbio: l’organizzazione di compravendita delle partite non riesce ad accordarsi per la vittoria della squadra catanese. Sfumano dunque le possibilità della squadra dell’ex presidente Pulvirenti di ambire ad un piazzamento playoff. Ma il sistema delle scommesse e dei risultati taroccati sembra stuzzicare parecchio, come Delli Carri ammetterebbe in una chiamata ad Arbotti in cui spiega che il “magistrato (alias Pulvirenti, ndr) vuole divertirsi…”. Si tenta di “sistemare” anche il risultato della partita con il Brescia per far soldi facili, ma le cose non vanno per il verso giusto anche se le intercettazioni farebbero emergere un possibile coinvolgimento dei giocatori Caracciolo Antonio e Budel delle rondinelle.

Anche con il Cittadella ci sarebbe stato un aggancio. La vittoria degli ospiti al Massimino di Catania era certamente ben quotata e un flusso sospetto di scommesse ha allarmato non poco le agenzie, che l’avevano vista giusta a quanto pare.

Infine il Carpi. Ancora Delli Carri lascerebbe intendere in una telefonata che l’attuale direttore sportivo del Napoli, Giuntoli, allora sotto contratto con gli emiliani, avrebbe un “favore” da tornargli. In attesa che la giustizia sportiva si metta in moto e vengano chiarite le oggettive e dirette responsabilità degli interessati, lo scossone che potrebbe colpire il calcio nazionale potrebbe davvero ridisegnare completamente la fisionomia dei campionati.

Intanto, in casa Catania, com’era ampiamente prevedibile, nessuno si è preoccupato di risolvere le comproprietà che riguardavano l’organico rossazzurro. Il sodalizio etneo perde quindi definitivamente i tre giocatori che erano in possesso al 50% con altre società: parliamo di Fedato (Samp), Andujar (Napoli) e Calapai (Modena).

Striscioni_Marino_Menti_Lanerossi_CrewIn quel di Vicenza, mister Marino riesce a rimanere sulla panchina del Vicenza, con un contratto fino al 2017. Ma alcuni tifosi non la prendono affatto bene ed espongono uno striscione a dir poco eloquente: “Marino: semu pulintuni ma no cugghiuni!” (foto striscione itasportpress)

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