CATANIA – Nuovo faccia a faccia oggi a Roma, nella sede del Ministero delle Attività produttive (MISE), tra i sindacati e la Myrmex, con un copione che si ripete: da un lato Cgil, Filctem e Uil che chiedono il ritiro della procedura di mobilità dei lavoratori all’azienda, dall’altro la Myrmex che non fa alcuna marcia indietro ma ribadisce la stabilità della sede del laboratorio per i prossimi cinque anni per i progetti già assegnati, così come richiesto dal Ministero.

Ma la novità arriva dal fronte del Ministero dell’Università e della Ricerca che ora si riserva la facoltà di verificare la posizione dell’azienda entro il 31 dicembre proprio su quest’ultimo tema. Se il responso dovesse essere negativo, il Miur potrebbe sospendere i progetti PON e la Regione Sicilia potrebbe far valere la possibilità di acquisire il laboratorio, così come previsto dalla delibera regionale sottoscritta sotto la giunta regionale Lombardo. A quel punto scatterebbe anche l’ipotesi avanzata nei giorni scorsi, quando l’assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello propose una soluzione pubblico-privato con l’Università di Catania e l’azienda, che potrebbe mantenere in vita il laboratorio, l’attività di ricerca e i posti di lavoro esistenti. Intanto,il Mise ribadisce che non intende avviare nuovi investimenti con l’attuale compagine Myrmex.
All’incontro di oggi hanno partecipato gli esponenti del Ministero della Ricerca e del Miur, per la Myrmex l’amministratore delegato Gian Luca Calvi e l’avvocato Giacometti, il vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, il direttore regionale delle Attività produttive, Alessandro Ferrara, l’assessore comunale al lavoro, Angelo Villari; presenti per la Cgil di Catania, il segretario generale Giacomo Rota, la segretaria confederale Margherita Patti, per la Cgil nazionale, Riccardo Zelinotti, per la Filctem i segretari Peppe D’Aquila (Sicilia), Giovanni Romeo (Catania) e Sergio Cardinali (nazionale). Presenti anche i rappresentanti delle Rsu, Sebastiano Canarelli (Cisal) e Giovanni Cantone (Cgil).

“Di fronte all’ennesimo “no” dell’azienda non ci rimane che insistere sulla nostra posizione e, altresì, aspettare le imminenti decisioni istituzionali, – spiegano i rappresentanti sindacali – Siamo sempre del parere che può esistere una soluzione alla chiusura di un laboratorio d’eccellenza e alla perdita di decine di professionalità avanzate”.

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