CATANIA – Accuse molto dure, quelle che sono state mosse dai vertici nazionali della sanità alla Regione, in merito alla gestione del caso della piccola Nicole Di Pietro, deceduta lo scorso 12 febbraio, dopo solo tre ore di vita.
Entra nei dettagli della procedura, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuta negli studi Rai, ospite del programma “I Fatti vostri”, per dimostrare cosa avrebbero dovuto fare, in base a protocolli previsti e non applicati. “Già nel 2010 abbiamo fornito le linee guida a tutte le regioni per attivare il servizio di ambulanze dedicate all’emergenza neonatale e materna (Sten e Stan) – dichiara Lorenzin – si tratta di mezzi attrezzati con culle termiche e neonatologo a bordo, non il pediatra che ha ben altro ruolo. Invece in Sicilia nulla di tutto ciò è stato fatto”. “Perché non c’era posto in ospedale? – ha detto Lorenzin – eppure i posti letto in Sicilia per terapia intensiva neonatale sono 114, 34 in più del valore previsto. Come mai erano tutti pieni? C’è quindi anzitutto un problema di appropriatezza del ricovero. Poi può accadere che un bambino non viene trattato perché non c’è un posto letto? No, c’è tutta l’assistenza che prevede la rete dell’urgenza. L’ospedale chiama la rete dell’urgenza e arriva l’ambulanza con culla neonatale e neonatologo a bordo che tratta immediatamente il bimbo, lo stabilizza, poi si decide il trasferimento in un ospedale. A Catania non c’è la rete dell’urgenza. E’ prevista dal 2010, è stata rinviata dalla regione al 2014 e poi al 2015. Bisogna garantire la norma, applicare il protocollo, e non è stato applicato. E fa la differenza tra vivere e morire”. In maniera inequivocabile, infine, dichiara: “Se la Regione non fa applicare i decreti, vuol dire che arriveremo noi dal ministero a farlo”.
Intanto, il nonno della piccola Nicole, Mario Di Pietro, dichiara che i funerali saranno celebrati domani pomeriggio, auspicando “una partecipazione numerosa di istituzioni e chi vorrà stare vicino alla famiglia in chiesa”

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