Riceviamo e pubblichiamo

La tragica morte della piccola Nicole porta ancora una volta a riflettere sulle responsabilità della sanità e sui casi di malasanità, ad oggi purtroppo sempre più frequenti. Ma l’Anaao Assomed vuole ribadire con forza che non si può puntare il dito solo sull’operato di alcuni medici, ma in chi, gli organismi politici, con decisioni assunte in modo superficiale o non opportuno, infligge duri colpi alla società tutta.

Dalle dichiarazioni delle Istituzioni regionali delle ultime 48 ore, in merito alle gravi anomalie del Sistema di Emergenza Urgenza Neonatale evidenziato dal drammatico evento verificatosi a Catania il 12 febbraio scorso, traspare la chiara volontà di un’autoassoluzione degli organismi regionali a partire dalla Presidenza della Regione, alla VI Commissione ARS, fino all’assessorato alla Salute, e giù fino ai direttori generali.

Come l’Anaao Assomed aveva subito evidenziato, sulla trincea ci sono i medici ed è ad essi che verranno comunque contestate le responsabilità di quanto accaduto. Attendiamo con rispetto l’esito delle doverose inchieste giudiziarie che assegneranno colpe e responsabilità a coloro che, eventualmente, hanno sbagliato, ma non vogliamo tacere sugli errori di sistema. Ripetiamo: non è solo e soltanto un caso di malasanità, ma è un evidente caso di “mala politica”.

In Sicilia ci sono leggi e leggine e nella fattispecie almeno due decreti fondamentali per l’organizzazione dell’Assistenza Neonatale (l’ultimo del 2012). E da questi decreti vengono assegnati precisi compiti alle istituzioni regionali e ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Aspettare l’evento tragico per scoprire gravi carenze ed inadempienze ci da una nausea più forte di quella provata dall’on.le Di Giacomo, presidente della VI Commissione legislativa Ars, nell’ascoltare i contenuti delle telefonate intercorse tra gli operatori della clinica e gli operatori del 118.

E proprio sul SEUS 118 (Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria), vorremmo che si accendessero i riflettori: prima lungo periodo di commissariamento della Seus, poi scontri fra le varie fazioni politiche per la nomina del direttore generale; quindi conflittualità tra il neo-nominato direttore generale e il comitato di gestione della SEUS al fine di modificare l’assetto societario. La Regione Siciliana, socio di maggioranza della SEUS, respinge la proposta del direttore generale che si dimette a dicembre 2014. La sottocommissione ARS sul 118 riconosce l’attuale ingovernabilità della società partecipata ed elabora un D.d.L. da discutere in VI Commissione, ma ad oggi tutto tace.

Per non parlare della mancata nomina di due direttori generali proprio a Catania (all’Azienda Ospedaliera Cannizzaro e all’Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele-Policlinico), con decine di unità operative complesse senza direttori, nonché il caso veramente particolare: una IRCCS a Messina (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) dove il commissario (da oltre 3 anni non viene concertata la nomina del direttore generale dalla Presidenza della Regione) è anche il direttore amministrativo della più grande Azienda Ospedaliera della Regione Sicilia (ossia l’ARNAS Civico di Palermo). Non solo, nello stesso IRCCS, il direttore scientifico fa anche le veci (ormai da oltre 1 anno) del direttore sanitario di presidio.

Per non parlare della denuncia inviata dal nostro sindacato, Anaao Assomed Sicilia, all’assessore regionale alla Salute, già dal 2012, con cui si evidenziava come negli ospedali dell’ASP di Catania, sedi di Pronto Soccorso H24, la presenza dell’anestesista rianimatore è assicurata solo nelle ore diurne (H12) mentre dalle 20.00 in poi, si attiva la pronta disponibilità, contro ogni normativa sia contrattuale sia di organizzazione ospedaliera. Come sempre, attendiamo il disastro.

E non siamo sciacalli o iene, come qualche deputato regionale di maggioranza ha definito coloro che oggi espongono i problemi reali di una sanità siciliana che è, essa sì, un sistema malato.

Ancora, ma non per finire, perché potremmo continuare la inopinata scomparsa della struttura complessa di medicina e chirurgia di accettazione urgenza dall’organigramma dell’ARNAS Civico di Palermo nell’ultimo Piano di rimodulazione delle rete ospedaliera, decretato dalla Giunta di Governo il 23 gennaio scorso, ma già del quale la VI Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana vuole ridiscutere i contenuti, guarda caso con una mozione del 17 febbraio (dopo i tragici eventi dei giorni scorsi), decreto sul quale l’Anaao Assomed regionale si prepara ad ulteriori vertenze in fase di applicazione.

Noi medici ci assumiamo le nostre responsabilità ma riteniamo sia superfluo ricordare che siamo tenuti fuori dai percorsi decisionali (vedi Piani Regionali, Organizzazione sanitaria e quant’altro) che attengono solo al livello politico e degli alti burocrati. Noi dopo lunghe e defatiganti istanze, veniamo solo ascoltati (quando va bene). Non sono le razionali forze della legalità e della scienza che guidano le decisioni politiche sanitarie in Sicilia, ma altre che è ben facile intravedere.

Pietro Pata segretario regionale Anaao Assomed

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