Il colpo di scena avvenuto lunedì con il quale alcuni soci, facenti capo alla Regione Siciliana, hanno ribaltato la precedente deliberazione dell’assemblea della Sac che prevedeva l’ingresso in borsa dell’aeroporto di Catania, ha riaperto i giochi sul futuro dello scalo etneo che adesso è orientato verso la privatizzazione dell’intero assetto societario. Sulla notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno, si registra il duro intervento del segretario generale territoriale della Ugl di Catania Giovanni Musumeci: “Diciamo basta alla guerra tra bande, al chiacchiericcio ed ai veleni degli ultimi anni, che fa soltanto male allo sviluppo di uno dei più importanti aeroporti d’Italia, il cui trend è in continua ascesa. Non a caso, infatti, l’Enac ha fissato degli obiettivi da raggiungere, così da consentire all’hub etneo di adeguarsi alle previsioni di crescita previste per i prossimi anni. Una città, come la nostra, già fortemente penalizzata in altri ambiti come il trasporto pubblico locale, il commercio, le infrastrutture e la cultura, che tra l’altro vuole puntare su un’economia derivante dal turismo, non può di certo permettersi anche una mancata espansione dell’aeroporto che può comportare il serio rischio di vedere compromessi numerosi posti di lavoro, nei servizi aeroportuali e nell’intero indotto – continua Musumeci. Come organizzazione sindacale chiediamo a gran voce ai soci di cercare una unità di intenti, capace di andare oltre la difesa degli interessi di parte, per garantire alla Società Aeroporto Catania di poter avere la giusta forza economica per affrontare gli investimenti non più procrastinabili per dare slancio e vigore a quello che potrebbe caratterizzarsi, sempre più, come un nodo strategico nel quadro euromediterraneo. Facciamo dunque appello – conclude il segretario della Ugl etnea – al presidente Rosario Crocetta, al sindaco Enzo Bianco, nonché a tutti gli attori coinvolti in questo processo, affinché non si perda più tempo in lotte fratricide e si lavori alacremente anche a tutela del livello occupazionale che siamo certi potrà anche aumentare se la nostra stazione aeroportuale si evolverà seguendo un percorso di valorizzazione imperniato su basi solide e non sui soliti giochi di potere.”

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