Katya Maugeri

CALTANISSETTA – Nelle oltre 1188 pagine del provvedimento di sequestro disposto in via d’urgenza dalla Procura di Caltanissetta, che indaga su Silvana Saguto, il magistrato di Palermo che si occupava dei beni sequestrati alla mafia, emergono particolari che riguardano anche l’ex prefetto di Catania e Palermo, Francesca Cannizzo. Dall’attività investigativa risulta, infatti, che Carmelo Provenzano in diverse occasioni avrebbe consegnato frutta e verdura direttamente nell’abitazione di Catania della dottoressa Cannizzo, in quella della figlia e nella sede della Prefettura di Palermo. Carmelo Provenzano è il quarantenne, ricercatore universitario dell’Università Kore di Enna che su commissione della Saguto ha scritto la tesi di laurea del figlio del magistrato, procurando così tutti e otto i punti dei docenti per la laurea.

(Carmelo Provenzano): “Chiuso il discorso Caritas, domani passano da te, ti avvisi in Prefettura che arriverà uno dei coadiutori, ci sono delle cose particolari che gradisci in questo periodo?”
(Francesca Cannizzo): “No, io ti ringrazio ma nulla, perché ho ancora dell’altra volta”
(Carmelo Provenzano): “Hai ancora?”
(Francesca Cannizzo): “Le pere che mi avete mandato l’altra volta”
(Carmelo Provenzano): “Va bè, ma amici, nipoti, figli ci sono”
(Francesca Cannizzo): “No, no”
(Carmelo Provenzano): “Stanno arrivando, allora facciamo noi a memoria, così a intuito”
(Francesca Cannizzo): “No vabbè”
(Carmelo Provenzano): “Se c’è qualcosa, ci sono cose belle in questo periodo infatti mi diceva il coadiutore”
(Francesca Cannizzo): “Tu sei sempre…”
(Carmelo Provenzano): “Sceglie il coadiutore…”
(Francesca Cannizzo): “Tu sei sempre affettuoso, grazie un abbraccio, ciao ciao”
(Carmelo Provenzano): “Se c’è però qualcosa per i nipoti che tu preferisci, qualcosa di particolare”
(Francesca Cannizzo): “No, no, i nipoti abitano a Catania”.

La dottoressa Cannizzo da quanto emerge dagli atti della polizia giudiziaria avrebbe opposto una debole resistenza in modo da non ricevere i “regali”, ma alla fine la pressante insistenza di Provenzano l’avrebbe costretta ad accettare. In un’altra circostanza le cassette di frutta sarebbero state consegnate, come già scritto, nell’abitazione della figlia. Si tratta di regali di modesto valore economico, che danno la sensazione che Provenzano volesse acquisire in tal modo una certa benevolenza a parte della dottoressa Cannizzo. Nulla a che fare con il vorticoso giro di amicizie, incarichi e denaro gestito dal magistrato Saguto. Probabilmente la dottoressa Saguto avrebbe messo in contatto lo stesso Provenzano con il prefetto di Catania affinché lo nominasse amministratore del centro Cara di Mineo, nel quale allora da diversi mesi erano ospitati più di tremila migranti, per i quali lo Stato paga circa 38 euro ciascuno.

Questo è uno dei tanti “spaccati” minori che emergono dalla intensa attività investigativa sulla dottoressa Saguto.


-- SCARICA IL PDF DI: Caso Saguto, frutta in regalo al prefetto. Obiettivo: la nomina di amministratore del Cara di Mineo --


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