Katya Maugeri

Pubblichiamo altri stralci dell’attività investigativa della polizia giudiziaria di Caltanissetta relativa al “caso Saguto” di Palermo. I rapporti intensi di amicizia tra il magistrato di Palermo e l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo avrebbero dovuto portare alla nomina di commissario del Cara di Mineo di Carmelo Provenzano “relatore ombra” del figlio della dottoressa Saguto e definito dalla Cannizzo “il professore dei carciofi” per la sua abitudine di regalare  prodotti ortofrutticoli alle stesse Saguto e Cannizzo, prodotti  che provenivano da una azienda mafiosa sottoposta ad  amministrazione giudiziaria.
L’ex prefetto di Palermo, inoltre, aveva segnalato a Raffaele Cantone – presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – il nome di Lorenzo Caramma – marito della Saguto – pur non avendo dirette competenze per la nomina dell’incarico di membro della Commissione di vigilanza per il porto di Trapani. Dai verbali: “Francesca Cannizzo: “non la posso fare perché c’è un’incompetenza quanto una casa, quelli mi fanno ballare appena faccio un provvedimento del genere” e la Saguto si doleva che il marito avesse perso quell’opportunità: “ah, peccato, quindi salta tutto, anche le nomine […] mi dispiace, peccato, sarebbe stata una bella occasione”.

02L’ 11 giugno, Francesca Cannizzo chiamava Silvana Saguto per raccontarle dell’incontro con Raffaele Cantone, nel corso del quale era stata definita la vicenda relativa alla nomina della commissione del porto di Trapani (“è andatabenissimo con i complimenti di Cantone, che mi ha ringraziata e mi ha detto: i colleghi del Tribunale di Trapani hanno sbagliato”), e le era stato chiesto, vista la sua vicinanza alla Sezione Misure di prevenzione di Palermo, di indicare una rosa di nomi di amministratori giudiziari “per il commissariamento del Cara di Mineo”. La Cannizzo raccontava alla Saguto di avere detto a Raffele Cantone di essere “tutta una cosa” con la Sezione. Le due donne, quindi, pensavano ai nomi da proporre, a partire da Carmelo Provenzano. Lo stesso giorno, Silvana Saguto informa Provenzano per comunicargli che avrebbe dovuto parlargli di “una cosa” che riguardava il prefetto. Il 12 giugno, Carmelo Provenzano chiamava Silvana Saguto per ringraziarla, manifestandole il proprio entusiasmo: “se va bene come penso che deve andare, non ciferma più nessuno e siamo nominabili ovunque, non solo qua”, il giorno successivo, Silvana Saguto lo rassicurava circa la futura nomina, e il suo interlocutore le diceva di sapere che “fast mover di tutto” era lei: “mamma mia, oh, mase è così, prima di festeggiare, un bacio in bocca ti dò, guarda”. Lei replica: “non esageriamo, Manuele ci rimarrebbe male”. Carmelo Provenzano afferma: “io ringrazio tutti e tutto, però so benissimo il fast mover di tutto quello che è nato perché è nato, va bene, tusei una potenza! Ma non potenza di potere, proprio di energia e di coinvolgimento a 360gradi”. Ma l’entusiasmo di Carmelo Provenzano cominciava a smorzarsi il 15 giugno, quando apprendeva dalla rassegna stampa che Raffaele Cantone aveva chiesto al prefetto di Catania di nominare i commissari per il Cara di Mineo. Silvana Saguto provava a rassicurarlo, dicendogli che sarebbe stato comunque Cantone asuggerire i nomi al Prefetto di Catania. Il 22 giugno, il prefetto inviava un sms a Provenzano informandolo che l’indomani sarebbero giunte “notizie definitive” sulla nomina: “domani, caro professore avremo notizie definitive. Speriamo bene!” e Provenzano le rispondeva con un altro messaggio di testo: “è già andata bene, direi alla grande, avendo ricevuto la stima di un prefetto al quale rimarrò sempre legato e del quale non rinnegherò mai l’amicizia e la stima neanche per motivi di opportunità! Sempre amico grato con molto affetto! Buona notte prefetto! A domani, notte e sempre a completa disposizione!”

La vicenda si conclude con un nulla di fatto per Carmelo Provenzano. Infatti, il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, con decreto del 23 giugno, nomina Maria Nicotra, avvocato dello Stato catanese, quale commissario straordinario per la gestione del Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) di Mineo.


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