CATANIA –  “Altra conferma. Catania resta nel sempre più ristretto e inquietante club
delle province italiane in cui la Cassa integrazione cresce. Erano nove un mese
fa, confrontando il periodo gennaio-settembre 2015 con lo stesso arco temporale
dello scorso anno. Adesso sono otto, nel raffronto gennaio-ottobre 2015/2014. E
tanti saluti ai profeti di … ripresa!”. Lo afferma il segretario generale
della Uil etnea, Fortunato Parisi, commeFortunato Parisintando il nono Rapporto sulla Cassa
Integrazione in Italia diffuso dal Servizio nazionale Politiche del Lavoro e
della Formazione. Parisi aggiunge: “Stando ai dati della struttura di ricerca e
analisi statistiche guidata dal segretario confederale Guglielmo Loy, la Cig a
Catania segna più 7.3 per cento nei primi dieci mesi del 2015 rispetto allo
stesso periodo del 2014, in controtendenza rispetto al dato nazionale (meno
33,7) e a quello regionale che è in flessione del 31,4. Va peggio nel calcolo
della variazione mensile, perchè tra settembre e ottobre l’incremento è stato
del 21 per cento. In questo caso, però, anche il dato nazionale e regionale
sono in crescita, anche se in misura decisamente inferiore rispetto a Catania:
più 6,3 la Cig in Italia, più 11,1 per cento in Sicilia. Mai come in questo
caso, però, appare decisamente fuori luogo esclamare che mal comune fa mezzo
gaudio”.
Il segretario generale della Uil di Catania non nasconde motivi di allarme:
“Ancora una volta, dobbiamo registrare come l’aumento della Cig nel nostro
territorio sia il prodotto della lievitazione della Cassa straordinaria (più
4,6 per cento) e dell’impennata di quella in deroga che addirittura segna un
più 114,7, mentre l’ordinaria cala del 13,4. Ciò conferma come le aziende,
piuttosto che accedere agli ammortizzatori sociali per gestire fasi di
ristrutturazione e rilancio, stanno percorrendo l’ultimo miglio prima di
chiudere definitivamente saracinesche e portoni”. “Sia chiaro a tutti,
innanzitutto ai rappresentanti delle istituzioni politiche – continua Fortunato
Parisi – che parliamo di donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, impegnati
con le loro famiglie a fare i conti con un presente di tensioni, di disagi, e
un futuro terribilmente oscuro e carico di incertezze. Oggi, la Uil calcola che
a Catania sono 3 mila 25 i cassintegrati. In nome di ciascuno di loro,
chiediamo iniziative concrete. Adesso! Rivendichiamo investimenti in opere
utili allo sviluppo: per fare un bel passo avanti, basterebbe solo riaprire i
cantieri delle incompiute e avviare quelli destinati a rimettere in sesto il
disastrato sistema delle infrastrutture nella nostra provincia e nell’isola.
Ribadiamo, infine, il nostro appello perchè riparta presto e bene la formazione
professionale. Indispensabile per avviare percorsi di riqualificazione e
reinserimento occupazionale, è stata scippata a questa terra da inetti e
corrotti. Ora, venga restituita ai siciliani “.

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