CATANIA – “Continuiamo a leggere dati che confermano come la crisi stia pesando su Catania più che altrove, allontanandola dal resto d’Italia”. Lo afferma il segretario generale della Uil di Catania Fortunato Parisi, commentando il Terzo Rapporto 2015 sulla Cassa Integrazione, appena diffuso dal Servizio nazionale Uil Politiche del Lavoro guidato dal segretario confederale Guglielmo Loy. “Nei primi quattro mesi dell’anno – aggiunge Parisi – il confronto con lo stesso periodo del 2014 indica che in terra d’Etna il ricorso alla cassa integrazione straordinaria è cresciuta in doppia cifra (+28,3) mentre nel Paese è diminuita del 31,9 per cento. I numeri catanesi, peraltro, doppiano abbondantemente quelli siciliani (+12,1). Molte imprese vanno verso i licenziamenti e la chiusura, mentre le istituzioni politiche discutono sul da farsi. Solo nei primi giorni di questo mese di maggio, intanto, il governo nazionale ha sbloccato le risorse per saldare gli arretrati 2014 della Cassa in deroga: ritardi inaccettabili, specie perchè per molti lavoratori e per le loro famiglie i cosiddetti ammortizzatori sociali sono autentiche risorse di sopravvivenza!”.

Nello studio Uil, sono proposte le tabelle di raffronto primo quadrimestre 2014-primo quadrimestre 2015 e quelle relative a marzo-aprile 2015. Da gennaio ad aprile, la Cig a Catania segna in totale un meno 3,6 per cento con -25,8 per l’ordinaria, più 28,3 per la straordinaria e -95,7 per la Cassa in deroga: “Se l’ultimo dato – spiega Fortunato Parisi – nasce da tagli scellerati, che hanno provocato un blocco sostanziale della Cig in deroga più volte denunciato dalla nostra organizzazione sindacale, colpisce particolarmente la forbice tra Cassa ordinaria e straordinaria. Ancora una volta, siamo costretti a sottolineare come si stiano assottigliando nella nostra provincia le imprese in fase di ristrutturazione aziendale per lasciare sempre più spazio a quelle in via di chiusura”. Il leader della Uil di Catania dichiara ancora: “Confrontando marzo e aprile di quest’anno, il segno “meno” precede anche il numero relativo alla Cassa integrazione straordinaria (-34,3, mentre si ferma a -32,2 il totale di tutte le Cig). I prossimi mesi ci diranno se si consolida questa tendenza, o se invece vengono confermati gli indicatori offerti dal rapporto quadrimestrale che sembrano decisamente più significativi”. “Una cosa è certa – conclude Fortunato Parisi – Noi non scorgiamo segnali di ripresa, ma soprattutto non notiamo quegli interventi che la Uil sollecita da tempo per combattere la crisi: lungimiranti investimenti pubblici e privati, una decisa iniziativa per azzerare lo scandalo delle incompiute, la consistente riduzione di tasse per lavoratori e pensionati. Nulla di tutto questo! Ma, se non ora, quando?”.

Scrivi