Domani mattina si terrà, presso la sala “Filippo Raciti” del X Reparto Mobile, il 2° Congresso Provinciale dell’Ugl Polizia di Stato, un sindacato in crescita esponenziale grazie alla sua efficace attività a tutela dei diritti dei poliziotti

CATANIA – L’Ugl Polizia di Stato, venerdì  20 Marzo 2015, dalle ore 08:00 alle ore 14:00, presso la sala “Filippo Raciti” del X Reparto Mobile della Polizia di Stato di Catania, celebrerà il suo 2° Congresso Provinciale.

Il Segretario Provinciale  Generale uscente, Mario Mammino, dichiara: “Quasi tre anni di intensa e significativa attività sindacale effettuata insieme al Segretario Provinciale facente funzioni Giuseppe Sottile ed agli altri attivisti sindacali, svolta sempre al servizio ed a tutela degli operatori, ha portato il nostro sindacato di Polizia, a livello nazionale ed a livello locale, a diventare un punto di riferimento importante dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, della società civile e delle istituzioni”.

“Il numero di iscritti dell’UGL Polizia di Stato – continua Mammino -, peraltro è destinato ad incrementarsi ulteriormente, una serie innumerevoli di servizi e di convenzioni offerte agli iscritti, hanno segnato un percorso sindacale senza precedenti in questa città e la sostanziale differenza con tutte le altre sigle sindacali ne sono la conferma. Tre anni di crescita che hanno portato ad una migliore radicalizzazione sul territorio ed alla formazione di una classe dirigente qualificata e preparata alle sfide che la società sta lanciando, un periodo che ha visto la segreteria provinciale impegnata in numerose iniziative. Un’esperienza che ha contribuito a formare innanzitutto le coscienze, a partire dai dirigenti sindacali e che ha offerto sicuramente alla città un volto nuovo”.

La location del congresso non è casuale, sottolinea Giuseppe Sottile: “Abbiamo  scelto la sala “Filippo Raciti” per mantenere viva la memoria dei tanti poliziotti caduti in servizio e in particolar modo di Filippo Raciti e Giovanni Lizzio, ispettori catanesi che hanno perduto la vita nell’adempimento del proprio dovere. Spesso infatti accade che dopo il clamore inziale,  il ricordo cade nell’oblio”.

Vincenzo Adalberto 

 

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