CATANIA  – Duro colpo alla criminalità organizzata da parte della Squadra Mobile di Catania che questa mattina, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha fatto scattare l’operazione “Waterfront”.
E’ stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare, emessa lo scorso 30 ottobre dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di 20 persone che sono state arrestate. Si tratta dei pregiudicati Lorenzo Giuffrida (cl. 1970), Pietro Nicotra (cl. 1978), Arturo La Ferrera (cl. 1942), Mario Carmelo Rapisarda (cl. 1973), Alfio Pietro Andriano (cl. 1977), Francesco Castiglione (cl. 1984), Antonino Castorina (cl. 1966), Antonino Gulisano (cl. 1971), Domenico Calogero (cl. 1971), Carlo Mauri (cl. 1968) e Francesco Scalia (cl. 1972), dei pregiudicati già detenuti per altre cause Rocco Ferrara (cl. 1978) e Sebastiano Naceto (cl. 1966) e dei pregiudicati per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari Giuseppe Nunzio Pulvirenti (cl. 1969), Angelo Rau (cl. 1962), Consolato Salvatore Coppola (cl. 1968) e Salvatore Santangelo (cl. 1966) arrestato Ravenna.
Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di molteplici reati di furto di merce del valore di svariate centinaia di migliaia di euro, di un episodio di rapina con sequestro di persona, di più condotte di ricettazione e di simulazione di reato.
Nei primi mesi del 2013, a seguito della presentazione di più atti di denuncia per alcuni episodi di furto di semirimorchi carichi di merce (per lo più prodotti alimentari surgelati) perpetrati tutti all’interno dell’area portuale di Catania, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica, gli agenti hanno avviato una mirata attività investigativa. Gli autori sono stati individuati dalla “Squadra antirapine” tra alcuni soggetti già gravati da sentenze definitive di condanna per reati contro il patrimonio e grazie alle utenze telefoniche degli stessi che sono state utilizzate nei giorni e negli orari di consumazione dei vari episodi.
E’ emerso, infatti, come Pietro Nicotra e Lorenzo Giuffrida fossero gli ideatori dei singoli fatti criminosi, tutti caratterizzati dallo stesso schema esecutivo. I furti, perpetrati tra marzo e novembre 2013, venivano organizzati attraverso il reperimento di trattori stradali a cui i soggetti agganciavano i semirimorchi, che erano stati appena scaricati dalle navi giunte presso il porto di Catania, approfittando del momento in cui il dipendente della compagnia di trasporti era impegnato nella trazione di un altro semirimorchio della stessa compagnia. Ogni mezzo sottratto conteneva generi alimentari per un valore pari a circa 100 mila euro. Infine i poliziotti hanno appurato che, successivamente al furto, gli indagati riuscivano ad assicurarsi canali adeguati per la ricettazione della merce.
Espletate le formalità di rito gli arrestati sono stati tradotti presso il carcere di Piazza Lanza a Catania a disposizione dell’Autorità giudiziaria mentre tre dei destinatari della misura restrittiva si sono resi irreperibili e sono tuttora ricercati attivamente.
Alessandro Famà

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