“La città è al fianco di chi, come lei, combatte silenziosamente per una Catania migliore”.
Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco incontrando nel Palazzo degli elefanti Pietro Privitera, il funzionario dell’Assessorato Attività produttive aggredito ieri nella propria stanza con pugni e calci da un ambulante che lo ha anche minacciato di morte.
Il funzionario era accompagnato dall’assessore Angela Mazzola e dal responsabile delle aree mercatali Giuseppe Fichera. Con loro erano anche i due impiegati che stamattina hanno avviato, come previsto, il censimento degli stalli di piazza Carlo Alberto per individuare quelli occupati illegittimamente e metterli a bando per gli operati commerciali. Proprio per preparare il censimento nei giorni scorsi Privitera, con l’autista Maurizio Villardita, anche lui aggredito, e con Fichera, avevano effettuato un sopralluogo nella zona. Privitera aveva chiesto a un ambulante di spostare la sua bancarella perché era stata posta al di fuori del perimetro del mercato e perché impediva il passaggio delle auto dalla via Toscano in piazza Stesicoro. Proprio quell’ambulante, accompagnato da un’altra persona, ha poi aggredito Privitera e Villardita.
Il sindaco ha ribadito che un’aggressione a un dipendente comunale è un’aggressione all’intera città e che i principi di legalità non possono essere messi in discussione.
L’assessore Mazzola ha spiegato che stamattina la squadra dell’Assessorato, accompagnata da Vigili urbani e Polizia di Stato, ha già individuato alcune situazioni di irregolarità. Nell’area del mercato di piazza Carlo Alberto ci sono ufficialmente 739 stalli, ma le bancarelle sono parecchie di più. Con il censimento partito oggi si procederà a controllare la reale corrispondenza tra chi ha ottenuto le concessioni e chi occupa gli stalli. I funzionari dell’assessorato procederanno eventualmente a multe, sequestri e revoche.

Nella tarda mattinata di oggi, la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà G.A. (cl.1966) per i reati di lesioni e minacce aggravate.
L’uomo è ritenuto l’autore delle aggressioni avvenute ieri ai danni di due impiegati comunali in servizio presso gli Uffici dell’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Catania.
Nella fattispecie, nella mattinata G.A. ha prima colpito con uno schiaffo il primo dipendente mentre questi si trovava in via Etnea, quindi ha raggiunto gli uffici dell’ Assessorato in via A. di Sangiuliano, dove ha colpito con un pugno e dei calci un altro dipendente comunale, un geometra addetto alle concessioni di suolo pubblico.
Quest’ultimo, nella serata di ieri, ha fatto ricorso alle cure dei sanitari di un ospedale cittadino, che gli hanno riscontrato un trauma nasale e contusioni agli arti inferiori giudicati guaribili in 7 giorni.

Le segreterie provinciali di Cgil e Fp Cgil di Catania, esprimono solidarietà ai due impiegati dell’Assessorato Attività produttive del Comune di Catania che sono stati aggrediti ieri mattina con pugni e schiaffi da un ambulante. “La città sta vivendo una crisi durissima, il tessuto sociale e culturale si sfilacciando sotto i nostri occhi e le difficoltà economiche si stanno traducendo in emergenza quotidiana. L’amministrazione ha ereditato una condizione di grave difficoltà e oggi, applicare le regole e richiamare alla legalità, può significare andare incontro a rischi. Non bisogna demordere, a beneficio di tutti, lavoratori compresi”.

Nel pomeriggio sono arrivate anche le dichiarazioni di Armando Coco, segretario generale della Cisl FP etnea, che, oltre a “esprimere solidarietà ai dipendenti dell’assessorato vittime di una assurda aggressione ‘solo’ per aver compiuto il proprio dovere”, si appella “all’amministrazione comunale di Catania perché aumenti la sicurezza di quanti operano in ambiti così delicati, cosicché possano lavorare in serenità e continuare a offrire servizi alla cittadinanza adeguati per professionalità ed efficienza”. “Come in altri casi avvenuti in passato in un settore come il commercio ambulante che ha visto vittime vigili urbani catanesi − aggiunge Coco − non è pensabile che onesti lavoratori pubblici, solo perché chiamati a far applicare la legge o semplici norme di buon senso e vivere civile, debbano rischiare la propria incolumità”.

Scrivi