CATANIA − All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare, emessa in data in data 23 dicembre 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di 7 persone, arrestando: Carmelo Natale Anastasio, (cl. 1972), pregiudicato, già detenuto per altra causa; Vincenzo Grasso, (cl. 1988), pregiudicato, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Dario Santostefano, (cl. 1989), pregiudicato; Giuseppe Santostefano, (cl. 1974), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Maurizio Torrisi, (cl.1974), inteso “Mille lire”, pregiudicato; Orazio Vinciguerra, (cl. 1991), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di avere commesso il fatto al fine di favorire l’attività dell’associazione mafiosa facente capo al “gruppo Nizza”, appartenente al clan Santapaola-Ercolano, e con l’ulteriore aggravante di avere avuto la disponibilità di armi, nonché  Dario Santostefano, Maurizio Torrisi e Orazio Vinciguerra di reati in materia di armi.

L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata – con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, è stata avviata nel mese di maggio 2014 a seguito del sequestro di 260 kg. di sostanza stupefacente del tipo marijuana, nonché di un bilancino di precisione ed attrezzatura per il confezionamento delle dosi, rinvenuti all’interno di un garage di pertinenza Carmelo Natale Anastasio che, nella circostanza, veniva tratto in arresto. Le indagini permettevano di appurare che la droga, di cui Anastasio era custode, era destinata ad una “piazza di spaccio” ubicata nel quartiere cittadino di San Giorgio, gestita operativamente da Giuseppe Santostefano. Nel breve volgere di alcuni mesi (tra la primavera e l’autunno del 2014) dal contesto delle investigazioni di tipo tecnico emergeva, altresì, che detta “piazza di spaccio” era riconducibile alle attività criminali della famiglia Nizza, appartenente all’organizzazione mafiosa Santapaola – Ercolano, ed in particolare a quelle della squadra c.d. di “San Cocimo”, storicamente facente riferimento a Maurizio Zuccaro (cl.1961), esponente di spicco della citata cosca in atto detenuto. L’attività di spaccio, promossa ed organizzata daMaurizio Torrisi, era strutturata sul modello c.d. “napoletano” avveniva nelle ore pomeridiane, serali e notturne con turni predisposti di vedette e pusher. Il gruppo organizzato da Torrisi era capace di autonomi canali di rifornimento, soprattutto per la marijuana, favorendo all’occorrenza i suoi alleati, anche nello scambio di armi. Dalle investigazioni, supportate da video-riprese, emergeva la disponibilità in capo agli indagati di pistole e fucili. Il 20 agosto 2014, nell’ambito delle indagini in parola, personale della Sezione Criminalità Organizzata giungeva alla cattura di Torrisi, latitante dall’ottobre 2013, in quanto destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso in data 11.10.2013 dalla Procura della Repubblica di Catania, dovendo espiare una pena di anni 3 e mesi 7 di reclusione per reati in materia di armi. Le indagini sono state ulteriormente corroborate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia da cui emergeva che Torrisi curava in prima persona i rapporti con i Nizza, partecipando ad incontri e veri propri summit e ricevendo dai vertici del citato gruppo un approvvigionamento settimanale di cospicui quantitativi di cocaina e marijuana da spacciare nel rione di “San Giorgio”, precisamente in via della Rondine.

Caratteristica peculiare delle indagini, da cui il nome dell’operazione denominata “Kiss”, è che i sodali si salutavano con un bacio in bocca secondo l’uso degli appartenenti alla stessa famiglia mafiosa. Uno dei destinatari della misura restrittiva si è reso irreperibili ed è attivamente ricercato. Espletati gli adempimenti di rito, gli arrestati sono stati associati presso le locali case circondariali a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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