CATANIA – Rapporto Ecosistema urbano : tra 104 città italiane prese in esame dall’Istituto di ricerca  Ambiente Italia con la collaborazione di Legambiente e il Sole 24 Ore,  Catania, da quando tale rapporto è in vigore, sta in fondo alla lista ovvero al  97 esimo posto. Peggio di così per una città che pensa di allinearsi alle altre città europee  non poteva andare.

Catania resta in fondo tra le città italiane meno ecologiche e meno vivibili per la depurazione delle acque reflue: solo il 56% è servito dalla depurazione il resto va a finire in mare; per la perdita d’acqua potabile, che è il 33,4% del totale; ogni 100 abitanti vi sono 68 automobili;  il 60% di cittadini si sposta con mezzi propri a motore inquinanti e rumorosi;  il trasporto pubblico non arriva a 50 viaggi annui per utente anche in considerazione del numero esiguo di mezzi e di corse; la raccolta differenziata  è ferma al 10,9% (forse come nel 2012); l’indifferenziata sarebbe  aumentata (680 kg/abitanti/annuo) , vi sono solo 16 centimetri di isole pedonali per abitante e le piste ciclabili solo 12 kilometri se mettiamo in conto le corsie preferenziali dei mezzi pubblici,  che peraltro sono un rischio per i ciclisti;  il verde urbano pubblico e fruibile è rimasto al palo: pochi metri quadrati per cittadino diminuito peraltro per quantità e qualità , e così via. Secondo  altre statistiche, in questo caso dell’ISTAT,  sugli incidenti stradali e conseguenti morti in Sicilia, ben 225 nel 2015 con un incremento di pedoni al 20% .   Catania e provincia sarebbero stavolta  al  primo posto, ma nulla da vantarsi ovviamente,  in Sicilia per morti 53 nel solo 2015 contro i 44 di Palermo e i 27 di Messina. Inoltre le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’OMS che individuano in Catania una delle città italiane in cui  il livello di malattie e di mortalità da inquinamento è tra i più elevati d’Italia (ogni anno in Italia si contano 32mila morti premature). Ma poco o nulla è stato fatto in questi ultimi anni per limitare il traffico veicolare e conseguentemente il livello di inquinamento da smog e dunque dei danni all’uomo che vengono lievemente attenuati solo grazie ai venti essendo Catania sul mare.

Questa non può essere considerata una città a misura d’uomo, né tanto meno a misura di bambini  come qualcuno vuole fare credere. Non c’è altro da dire ma ci aspetta (se ovviamente vi sarà come dovrà esserci una reale e netta inversione di marcia)  molta strada da percorrere. Se poi le cose che cambiano in meglio con così tanta  lentezza, o sotto altri aspetti peggiorano e restano inalterati,  il viaggio che ci condurrà ad una città il più possibile  vivibile e respirabile, ovvero a misura di città europea evoluta civilmente e socialmente, sarà ancora molto ma molto  lungo e tortuoso  visto come da sempre  vanno le cose dovute in particolare alla poca  lungimiranza politica dimostrata da chi ha amministrato questa città.

Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia


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