CATANIA Un’altra stagione “all’acqua e al vento” si prospetta per gli operatori della movida e per tutti i ristoratori del centro storico che utilizzano regolarmente il suolo pubblico per tavoli e sedie.

Bar, ristoranti, pizzerie e tutte quelle attività dove c’è somministrazione di cibo e bevande possono dotarsi infatti di uno strumento che, secondo precise regole e all’insegna di uguaglianza, ordine e decoro, consenta loro di allungare la stagione, così che dopo l’estate possano continuare a esercitare all’esterno dei locali l’attività di ristorazione. Il regolamento sui dehors, infatti, che regola l’installazione esterna di gazebi e strutture di tipo leggero a corredo delle imprese di ristorazione che ricadono nel centro storico e nel resto della città, non è stato ancora approvato, creando nella categoria disagi e soprattutto una gran confusione nell’interpretazione di norme e regole.

“All’acqua e o ventu – ironizza il presidente di FIPE Bar Massimo Magrì − per ironizzare e rendere più nostrana la situazione commerciale catanese… sì proprio come solo noi sappiamo fare, ovvero schiacciare, demonizzare, sottovalutare e chi più ne ha più ne metta, il commercio. Ma incentivare e valorizzare mai? Nella altre regioni si fa!”

È uno sfogo quello del presidente Magrì su una questione irrisolta e che non sembra avere una soluzione vicina.

“Un’ altra stagione allo sbaraglio, lasciati all’arte di arrangiarsi, a sperare che nessun controllo da parte degli organi preposti sia effettuato, perlomeno ai soliti. Eppure l’attuale assessore al Commercio avv. Angela Mazzola − continua Magrì −  non si è tirata indietro e il suo impegno si è visto, non lo si può negare. Innumerevoli incontri con i vari dirigenti e associazioni, sovrintendenza, commissioni, sindaco, ma dal canto suo in due anni, non ha potuto fare altro che evitare, ed è già tanto, che molti commercianti, sia del centro storico che non, ogni notte facciano a meno di smontare e l’indomani rimontare la pedana, nonostante in consiglio il regolamento sia andato disperso. Sì perché dall’urgenza dello stesso, per il quale si gridava alle dimissioni dell’assessore, si è passati al silenzio del consiglio. E quindi la domanda ovvia è, che fine ha fatto il regolamento sui dehors? Qualcuno dice che è stato accantonato, qualcun altro che è al vaglio del sindaco (quindi da un anno e mezzo), oppure che l’iter si è bloccato per un parere della sovrintendenza ai beni culturali che non arriva. E intanto – incalza il presidente FIPE Bar − noi restiamo in balia del libero arbitrio dei dirigenti comunali, i quali interpretano le linee guida a loro piacimento sulla falsa riga del regolamento fantasma, in quanto non ne esiste un altro. Di volta in volta, caso per caso, da locale a locale, insomma un lavoraccio. Eppure, con la vecchia amministrazione, io, come altri colleghi, sono stato autorizzato con il dehors stagionale, ci lavorai un bel po’ ma alla fine riuscì a farmi autorizzare, spianando la strada verso un regolamento futuro, introducendo il concetto di zonizzazione della città e della stagionalità”.

Quindi che fare? “Semplice − interviene il presidente FIPE Dario Pistorio − chiediamo, e pure ad alta voce, che il regolamento venga ridiscusso e, azzardo, chiediamo che ci venga consegnato l’intero fascicolo contenente il regolamento e gli emendamenti affinché  noi possiamo semplificare alcuni articoli, valutare gli emendamenti costruttivi, discuterne con i consiglieri presso la nostra sede, ed infine, nel più breve tempo possibile, portare nuovamente in consiglio per la fase di approvazione il regolamento. Non lo diciamo per presunzione, ma per necessità di categoria, onde evitare che gli stagionali restino a spasso e che le nostre attività soffrano la stagione invernale”.

 

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