di Marco Spampinato. Foto servizio: Vincenzo Musumeci

CATANIA – Rappresentanti delle Forze di polizia tutti intorno lo storico Palazzo Pedagaggi che si affaccia su piazza Cutelli, offrono un discreto, ma molto ben visibile, presidio del territorio. Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia municipale…in città ci sono auto e divise ovunque, il controllo dell’ordine pubblico ci appare ancora più massiccio del solito. L’occasione di un articolo in cronaca, stavolta, ce la offre il Dipartimento universitario di Scienze politiche, dove un’aula, questa mattina, è stata dedicata alla memoria del giudice Giovanni Falcone e, più generalmente, intitolata alle vittime delle mafie. Un gesto simbolico e, insieme, denso di significati, quello che, questo martedì 25 novembre, con la cerimonia delle 10,30, è volto a sancire l’impegno civile di una città come Catania nella intitolazione dell’ex aula B di Palazzo Pedagaggi, sede del dipartimento di Scienze politiche e sociali, al ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie. Grazie a quest’atto, formalizzato anche dall’apposizione di una targa, l’aula, che si trova nella sede di via Vittorio Emanuele II, al civico 49, da oggi in avanti prende il nome di “Aula 21 marzo”, data in cui , a partire dal 1996, si celebra annualmente la Giornata della Memoria e dell’Impegno nel ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie.

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Centinaia gli studenti coinvolti, due aule piene in quasi ogni ordine di posto con l’unico, non indifferente, problema di un audio scarso nella stessa Aula Magna e, addirittura, non funzionante e assente, così come le immagini video, nell’aula limitrofa dove sono stipate almeno altre 130 persone, per lo più studenti dello stesso Dipartimento. Un problema tecnico di rilievo che non impedisce, tuttavia, la partecipazione piuttosto composta ed evidentemente interessata da parte dei tanti partecipanti alla manifestazione. Nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie scrosciano gli applausi. “Il rispetto delle istituzioni, il senso civico, il rispetto della legalità devono partire da qui – afferma il rettore Giacomo Pignataro – E’ questo il modo migliore per combattere la mafia, tutte le mafie. Bisogna conoscere il proprio dovere civico per rispettare la Costituzione, per rispettare le leggi. Siamo qui, in quello che non è soltanto un luogo simbolico, per ricordare la figura di Giovanni Falcone, il suo sicuro esempio, un uomo di legge sempre presente e limpido punto di riferimento; siamo qui per ricordare la sua incrollabile filosofica”. Il rettore, che insiste sulla importanza che, proprio a partire dal Dipartimento di Scienze politiche, si debba formare le coscienze civili prima ancora che figure professionali, argomenta su quanto, proprio dalla legalità, come anche dalla conoscenza delle leggi, possano essere poste le basi di una crescita professionale oltre che interiore. Pignataro, quindi, ringrazia, nella professoressa Maria Falcone la presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e il suo ruolo di testimone di questo impegno a favore della legalità e nel ricordo di chi, per essa, per la libertà, per la giustizia e per valori come l’onestà e il rispetto delle regole contro violenza e sopraffazione, ha perso la vita. “Non c’è ringraziamento più evidente a una donna come Maria Falcone che avvertire, vedere, come Catania abbia dedicato non solo un’aula del suo Dipartimento di Scienze politiche ma un’intera giornata a questo incontro e a questo significativo ricordo – specifica Enzo Bianco, sindaco del capoluogo etneo – Elogio, nell’opera di Maria Falcone, un esempio che è energia, passione, entusiasmo per la nostra Terra. Che è ricordo di una figura fondamentale, come quella di Giovanni Falcone, e, fondamentalmente, rappresenta l’intenzione, quotidiana, di portare avanti un messaggio unico quello dell’impegno per il rispetto della legalità”.

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La tutela dei diritti fondamentali, la necessità del rispetto delle leggi, della dignità umana. Si tocca, anche, il pirandelliano “Piacere dell’onestà” nei vari concetti espressi e tesi a rafforzare un messaggio rivolto, in primo luogo, ai giovani: legalità quale unica via per crescere. “Fondamentale – si evince ed emerge, nello stringato intervento della professoressa Maria Falcone – è capire quanto sia importante la formazione delle coscienze. In famiglia, certo, ma a scuola, soprattutto. In tutte le età della vita scolastica, e universitaria di uno studente”. Non solo una pratica morale, quindi, un intervento necessario per ordinare la convivenza civile ma un culto, e una grande attenzione, alla storia vissuta, oltre ai principi e ai valori, un rimando alle esperienze delle vittime innocenti della mafia, delle organizzazioni criminali, uomini, donne, bambini. Spesso servitori dello Stato che, nell’esercizio delle proprie funzioni di attenzione, vigilanza, tutela del territorio e dei cittadini, hanno perso la vita per mezzo di attentati vigliacchi, di assalti criminali. La cerimonia ha visto l’intervento di apertura a cura del rettore Giacomo Pignataro, i contributi del sindaco Enzo Bianco, della professoressa Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, il procuratore Giovanni Salvi,di Dario Montana, fratello del commissario di P.S. Beppe Montana ucciso in un agguato nel 1985, e membro dell’associazione “Libera”, e della professoressa Francesca Longo, docente di Politica dell’Unione Europea del Dipartimento. L’iniziativa ha incluso la proiezione del cortometraggio “Per non dimenticare 23 maggio” che si è svolta nella sala conferenze del Polo didattico di via Gravina 12.

 

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