CATANIA – Formare la nuova classe dirigente dai giovani per una “mission” ambiziosa: quella di cambiare il mondo. Questo in poche, pochissime parole l’obiettivo primario di Diplomatici, associazione specializzata in formazione internazionale che da 15 anni si occupa di simulazioni diplomatiche ed altre attività legate all’universo giovanile.

E viene quasi strano pensare che questo progetto parta da una città come Catania, tradizionalmente ben salda al terreno, più per propri limiti che per l’eccessiva prudenza: da oggi, 29 Luglio, fino al 2 Agosto, presso l’hotel Nettuno, 150 ragazzi parteciperanno al Diplomatici International Campus, un percorso formativo esclusivo che consente, attraverso un ciclo di seminari, l’apprendimento delle conoscenze e delle competenze basilari per entrare a far parte dello staff dell’associazione.

Il tutto per preparare al meglio una delegazione di giovani che prenderà parte alla simulazione “Change the world Model Un” (CWMUN), un vero e proprio tavolo di lavoro delle Nazioni Unite che si tiene nel mese di Marzo nel Palazzo di Vetro dell’ONU, a New York. Ma non solo: perché una delle mete di Diplomatici è quella di sviluppare menti pronte a mettersi in gioco per cambiare lo stato delle cose, pensando al bene comune.

“L’associazione nasce quasi per gioco quindici anni fa, in sinergia con i programmi delle Nazioni Unite, con il fine di trovare uno strumento per i giovani, così da inserirli in un contesto internazionale”, afferma il presidente di Diplomatici, Claudio Corbino. “Da un po’ di tempo a questa parte c’è stato un salto di qualità: siamo diventati gli organizzatori di progetti per tutto il mondo, ricevendo l’approvazione e il sostegno della delegazione italiana all’ONU, che ci ha offerto l’autorizzazione per l’utilizzo dei locali nel Palazzo di Vetro – continua – . E lì abbiamo cambiato il nostro programma, con contenuti diversi: l’obiettivo è quello di formare la nuova classe dirigente per cambiare il mondo”, dichiara. Già, avete capito bene: cambiare il mondo.

Come spiega Corbino, l’associazione è interamente gestita da studenti, attraverso una coordinazione che parte dal basso: “Qui sono presenti 150 ragazzi, di cui 90 che ambiscono a far parte dello staff”, compresi studenti provenienti da Egitto, Usa, Russia, Pakistan, Spagna, India e Brasile. Con un imperativo, però: “Vogliamo gente che si impegni e che non pensi di partecipare al Campus solo per avere la possibilità del viaggio a New York”.

Ma in questi anni non sono mancati i contrasti, perfino da parte della classe politica: “Abbiamo raccolto il supporto delle istituzioni, ma il nostro successo ha generato anche tanta invidia da parte di chi ha visto che da “gioco” l’associazione è diventata una realtà importante. In particolare, oltre ai competitors, alcuni esponenti della politica locale hanno tentato diverse volte di caratterizzarci e politicizzarci mentre, invece, noi siamo totalmente apolitici e apartitici”, spiega Corbino.

Utopia? No: Diplomatici ha le idee chiare. “Tutti i reali cambiamenti del mondo sono nati da grandi utopie. Potrebbe essere facile dire “cambiamo”, ma bisogna innanzitutto imparare a rispettare il luogo nel quale viviamo. Ognuno deve svolgere la propria funzione, senza troppe chiacchiere. Ad esempio: in Sicilia uno dei grandi temi è l’antimafia? Bisogna far capire ai ragazzi che ci sono tante cialtronerie che si spacciano per antimafia, quando invece si può combattere la mafia nel proprio piccolo, offrendo un servizio”, ha concluso il presidente.

E in una città dove ci si perde nelle parole e nei lungomare “liberati”, una realtà simile rappresenta una “mosca bianca” tra le tante nere: un lumicino di speranza per un rilancio che parte – per una volta – dai giovani.

Antonio Torrisi

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