CATANIA – Il Comune di Catania sarà il primo in Sicilia ad applicare la normativa per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. L’amministrazione comunale ha infatti istituito il Servizio integrazione lavorativa (Sil) che collabora con Asp, Direzione territoriale per l’Impiego, Inail e Università (Cinap).

Il comune etneo nello scorso mese di giugno aveva istituito un albo delle cooperative di Categoria B, ossia quelle che hanno in organico almeno il 30% di soggetti svantaggiati. Presto per queste cooperative saranno disponibili 350 mila euro grazie alla legge 68/99, e aziende come Garibaldi e Asp bandiranno le relative gare di appalto. Inoltre nei prossimi giorni il Comune provvederà a pubblicare l’albo delle cooperative di Categoria B operanti a livello provinciale, che sono 17. Comune e Regione daranno vita ad un tavolo tecnico che comincerà a riunirsi nel prossimo mese di gennaio.

Presenti all’incontro odierno il sindaco di Catania Enzo Bianco, l’attuale assessore comunale ai Servizi Sociali Angelo Villari e il suo predecessore Fiorentino Trojano; il direttore generale del Garibaldi Giorgio Santonocito, i rappresentanti delle altre aziende sanitari e dell’Asp 3, dei sindacati, delle cooperative sociali, dell’Inail e dell’Ufficio Provinciale del Lavoro. Assenti, perché impegnati in giunta, gli assessori regionali alle Politiche Sociali Giuseppe Bruno ed alla Sanità Lucia Borsellino; era presente Jacopo Torrisi in rappresentanza dell’assessore Bruno.

“Con questo progetto – ha spiegato il sindaco Bianco – si  passa dall’approccio assistenziale a quello dell’inclusione, per dare ai soggetti svantaggiati non solo autonomia economica ma anche risalto sociale”.

“Nei vari settori del mondo produttivo, dall’artigianato all’agricoltura sino ai servizi – ha aggiunto Villari  – si offrirà a persone con disabilità fisica e mentale, così come a donne in difficoltà o ex carcerati, la possibilità di trovare benessere psicologico e sociale ma anche economico. E per lo Stato, questi cittadini rappresenteranno non più una spesa ma una risorsa”.

Scrivi