CATANIA – Si svolgerà a Catania, da oggi fino al 13 settembre 2016, lo scambio culturale “Talking Hands” promosso  dall’Associazione Famiglie degli Audiolesi Etnei ONLUS nell’ambito del programma europeo Erasmus+. Il progetto coinvolgerà 30 giovani sordi, di età compresa tra i 15 e i 30 anni; oltre a 15 utenti dell’associazione catanese, capofila del progetto, saranno coinvolti anche 15 giovani sordi dell’Asociación Reeducación Auditiva de Niños Sordos di Burgos.

Un progetto innovativo e ambizioso che ha visto l’approvazione da parte dell’Agenzia Giovani – che a partire dal 1 gennaio 2014 è ente attuatore in Italia del capitolo YOUTH Erasmus+ per il periodo 2014-2020 – e che si pone come leitmotiv il tema della “sordità e la lingua dei segni in Europa”, attraverso il confronto e lo scambio di informazioni sulla disabilità sensoriale uditiva e contemporaneamente la valorizzazione del linguaggio segnato come sistema di comunicazione naturale per i non udenti.

Il progetto “Talking Hands” nasce con la finalità di offrire un’importante occasione di incontro, di scambio, di crescita a giovani sordi, guidandoli e sostenendoli in modo da condividere, con coetanei di un altro paese europeo, tematiche legate alla loro condizione di disabilità e alle difficoltà di comunicazione che la stessa determina, facendo riferimento anche alle potenzialitàAFAE comunicative ed educative offerte dalla lingua dei segni.

«“Talking Hands”  – spiega il presidente dell’AFAE Vincenzo Lucifora – sarà una grande opportunità di confronto e di arricchimento per i nostri giovani sordi. Operatori qualificati li guideranno in questa settimana in modo da condividere, con coetanei di un altro paese europeo, tematiche legate alla loro condizione di disabilità e alle difficoltà di comunicazione che la stessa determina, facendo riferimento anche alle potenzialità comunicative ed educative offerte dalla lingua dei segni».

Le attività in programma che impegneranno tutti i partecipanti, spagnoli e italiani, saranno guidate da operatori delle due associazioni  e saranno incentrate su attività in aula con metodologie partecipative, escursioni culturali e visite guidate, degustazione di piatti tipici della tradizione siciliana, attività socio ricreative, momenti liberi di confronto e incontri con autorità e referenti delle istituzioni locali. Uno scambio che non limita gli effetti solamente ai giovani coinvolti ma che, a cascata, finirà per avere importanti ricadute sulle famiglie e gli Enti coinvolti, introducendo il concetto di Europa nel contesto sociale locale.

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