di Graziella Nicolosi

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CATANIA – Garantire la sicurezza di operatori e pazienti nei Pronto soccorso di Catania e provincia. È questo lo scopo di un protocollo d’intesa firmato questa mattina nella sala convegni dell’Azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania fra le Forze dell’ordine e i massimi rappresentanti della Sanità regionale e cittadina.

“Un luogo scelto simbolicamente per rappresentare tutte le strutture sanitare d’emergenza della provincia – ha sottolineato il direttore generale Angelo Pellicanò – perchè proprio qui nelle scorse settimane si sono verificati episodi di violenza contro gli operatori in servizio al Pronto soccorso”.

“L’iniziativa – ha spiegato l’Assessore Regionale alla Salute Lucia Borsellino – in realtà era stata pensata già prima delle recenti aggressioni, a seguito di un incontro con il Questore di Catania Marcello Cardona che aveva rappresentato la possibilità di creare tale rete comunicativa”. La Borsellino ha tenuto a puntualizzare che “i nostri Pronto soccorso non sono meno sicuri di altri, e dobbiamo essere orgogliosi di questo esempio di collaborazione interistituzionale”.

Dello stesso avviso il Prefetto di Catania Maria Guia Federico, che ha parlato di una “ulteriore manifestazione dell’attenzione alla sicurezza in città”, e il sindaco Enzo Bianco, per il quale “Catania non merita di andare sulle prime pagine dei giornali solo per eventi negativi. Occorre parlare anche di ciò che funziona, come in questo caso”.

Un “orgoglio meridionale” rivendicato pure dal Questore Marcello Cardona, che aveva già avviato la sperimentazione di un progetto analogo a Varese. Di fatto, Catania è la seconda città d’Italia a realizzare il coordinamento diretto fra strutture ospedaliere e Forze dell’ordine nel loro complesso. “Non solo Polizia di Stato”, ha precisato Cardona, che ha richiamato la presenza in sala dei comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza Alessandro Casarsa e Roberto Manna.

Per Cardona “sono stati tagliati i rami secchi della comunicazione, garantendo un sistema che non vuole essere di intervento, ma di prevenzione”. Si attua così un collegamento telefonico immediato tra la sala operativa della Polizia di Stato che ha sede in Questura e i presidi di Pronto soccorso delle Aziende ospedaliere “Cannizzaro”, “Garibaldi” e “Policlinico-Vittorio Emanuele”.

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In provincia, i collegamenti saranno assicurati dalle sale operative del Commissariato di Acireale con il Pronto soccorso di quel centro; dal Commissariato di Adrano con i Pronto soccorso di Bronte, Paternò e Biancavilla; dal Commissariato di Caltagirone con i Pronto soccorso di Caltagirone e Militello Val di Catania. Sarà interessata anche la Rems di Caltagirone, che ospita i pazienti provenienti dagli Ospedali psichiatrici giudiziari.

A sugellare la convenzione, per l’amministrazione sanitaria sono intervenuti  il direttore generale (dimissionario) dell’ASP di Catania Ida Grossi, il direttore generale dell’ARNAS “Garibaldi”  Giorgio Santonocito, il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Cannizzaro” Angelo Pellicanò e il direttore generale dell’azienda “Policlinico – Vittorio Emanuele” Paolo Cantaro. Presenti anche la responsabile della centrale operativa 118 Catania-Ragusa-Siracusa Isabella Bartoli, il dirigente generale del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato regionale alla Salute Ignazio Tozzo, il coordinatore regionale del sindacato degli infermieri  FSI-CNI Calogero Coniglio, i rappresentanti di Cittadinanza attiva, del Tribunale dei diritti del malato, di diverse associazioni antiviolenza.

Il protocollo d’intesa, infatti, prevede anche che i Pronto soccorso s’impegnino all’invio telematico dei referti medici all’Ufficio sanitario provinciale della Polizia di Stato, per permettere la pronta valutazione dei profili investigativi e di polizia giudiziaria, e individuare eventuali reati o pericoli per l’incolumità pubblica. Troppo spesso infatti capita che donne vittime di violenza dichiarino ai sanitari di essersi infortunate accidentalmente, per paura di denunciare. Un controllo incrociato da parte dei medici della Polizia di Stato aiuterà a chiarire casi del genere.

Sulla scia di questa sperimentazione, il Questore Cardona e l’assessore Borsellino hanno annunciato la prossima creazione di un numero unico di emergenza 112, che consenta, tramite operatori laici adeguatamente preparati, di smistare alle istituzioni competenti tutte le telefonate ricevute, effettuando così una prima scrematura e svuotando le sale operative di Polizia e Carabinieri dalle chiamate minori e non urgenti.

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