Squadra in silenzio stampa dopo la figuraccia del Tombolato.

Contro il Cittadella era, classifica alla mano, un vero e proprio scontro salvezza per il Catania. Drammatico l’epilogo della gara del Tombolato. La squadra di Pellegrino esce sconfitta dall’incontro, schiacciata per tre quarti di gara da un Cittadella determinato e ben organizzato, e con quattro giocatori espulsi tra campo e panchina. Uno spettacolo indecoroso per una squadra che soltanto un paio d’anni fa veniva definita “piccolo Barcellona”. Silenzio stampa dopo la gara.

Triplo Sgrigna per i granata, a coronamento di una gara accorta da parte dei padroni di casa che tornano a vincere dopo un lungo periodo di magra. Il primo gol arriva già al 3′ minuto: il fantasista granata irride il rientrante Rolin e supera Frison. La partita rimane sempre in mano alla squadra di Foscarini, alla ricerca continua del colpo del ko. Ci provano senza fortuna Coralli e Paolucci. Per il Catania il primo spunto offensivo arriva al 37′: la conclusione di Chrapek è facilmente controllata da Valentini.  La gara cambia ad inizio ripresa, quando Rinaudo, già ammonito durante la prima frazione di gioco si fa buttare fuori dall’arbitro Maresca per un ingenuo fallo di mano. Sgrigna realizza tra 54′ e 58′ le segnature che mettono in ginocchio la formazione etnea: una bella tripletta per il giocatore più rappresentativo del Cittadella. Il Catania non scende mai in campo, o quasi. A far valere l’orgoglio, dopo 70′ minuti di partita, nel momento più nero è un veterano del calcio italiano, il solito Emanuele Calaiò, che accorcia le distanze prima su un colpo di testa, poi realizzato il penalty concesso per fallo sul giovane Rossetti, gettato nella mischia da Pellegrino nella ripresa. Troppo poco per sperare di recuperare la partita. Nel finale poi, i giocatori rossazzurri, nervosi per l’andazzo della gara, offrono uno spettacolo davvero raccapricciante. Chrapek prima, per insulti all’arbitro,poi Leto dalla panchina (non è una novità per l’esterno) e Spolli per fallo di frustrazione vengono cacciati dall’arbitro. Il Catania termina la gara con otto giocatori. Da bordo campo viene allontanato anche Pellegrino.

Che quella rossazzurra sia una realtà allo sbando, è tristemente noto a chiunque. Quella del Tombolato, in questa triste vigilia di Natale per i colori etnei, rappresenta ai più una ennesima dimostrazione che in questa squadra qualche pezzo non funziona come dovrebbe. Se già perdere contro l’ultima della classe non ha scusanti, ancor meno dovrebbero essere giustificate queste espulsioni e questo atteggiamento remissivo in campo.

Neanche il tempo di elaborare un pensiero sull’ennesima disfatta che si ritorna in campo contro la capolista Carpi. I tifosi hanno già deciso: sarà ancora un Massimino vuoto quello che ospiterà la gara tra il Catania impelagato nella bagarre salvezza e il fantastico Carpi di Castori, primo in classifica e squadra da battere in questa stagione. Che le cose sarebbero andate così, in pochi potevano aspettarselo. Il giro di boa è alle porte e rappresenta un vero, grosso fallimento per la società. Risalire la china, in un campionato definito da tutti come uno dei più difficili sotto ogni aspetto sarà un’impresa. Urge chiarezza, ed interventi mirati. I difetti di questa squadra sono ormai alla luce del sole: si interverrà, o ancora una volta dovrà accadere l’irrimediabile per correre ai ripari? Ce lo dirà il girone di ritorno.

(foto calciocatania.it)

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