CATANIA – Metti in un quartiere, così detto “a rischio”, un’oasi di serenità e formazione qual è una scuola d’infanzia, dal nome delicato che profuma d’amore: “Mimosa”. Metti un servizio di raccolta dei rifiuti non proprio efficiente e metti uno o più delinquenti che incuranti delle possibili conseguenze scaricano in un cassonetto lastre di cementoamianto, che potrebbero provocare malattie e tumori ai polmoni, come se fossero sacchetti di innocue bucce di angurie. Il tutto, ripetiamo, a pochi metri da una scuola dove vanno bambini di tre ai cinque anni. Bene, il buon senso lascerebbe presupporre che il rifiuto pericoloso venisse rimosso subito, con tutte le precauzioni del caso, dopo la prima segnalazione, da operai specializzati e con tute spaziali. Ma non è così, purtroppo. Già, c’è un problema di competenza o meglio di precedenza: gli specialisti dell’amianto non intervengono, pare, perché non compete a loro rimuovere sacchetti di munnizza comune, resti di angurie, lische di pesce fritto, qualche giocattolo rotto. Gli operatori ecologici, pare, che non intervengano perché ci sono le lastre di cementoamianto e, giustamente, temono per la loro salute, ma non per quella degli abitanti del quartiere. Insomma, in questo balletto di competenze il rischio resta là, in mezzo al quartiere di San Cristoforo, a pochi metri dalla scuola che profuma di “Mimosa”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi