Il sindaco Enzo Bianco: “L’idea elaborata coincide con la nostra idea di città emersa dal programma a suo tempo presentato ai Catanesi e che adesso ci torna indietro dalle richieste dei cittadini”. Il prof.  Colloca, “abbiamo intercettato alcuni dei bisogni maggiormente avvertiti da quanti vivono questo territorio e credono nella sua riqualificazione”

CATANIA – Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha incontrato nel Palazzo degli elefanti i rappresentanti del Gruppo di lavoro G124, il cui nome deriva dal numero dell’ufficio dell’architetto e senatore Renzo Piano a Palazzo Giustiniani e che da tempo sta lavorando a Librino a un progetto di “architettura partecipata” destinata a “rammendare” il tessuto urbanistico e sociale delle periferie della città etnea oltre che di Torino e Roma.

“Ho seguito – ha spiegato Bianco – i lavori di questo meraviglioso gruppo, rendendomi conto di come l’idea elaborata per Librino coincida con la nostra idea di città emersa dal programma a suo tempo presentato ai catanesi e che ora ci torna indietro dalle richieste dirette dei cittadini. Adesso, nell’area di San Teodoro, è stata conclusa una prima fase dell’intervento di rigenerazione urbana che riprenderà in settembre”.

Gli interventi del Comune di Catania, coordinati da Rosario Marino, sono consistiti in azioni di ampliamento dell’area destinata agli orti didattici,  di messa in sicurezza dell’area limitrofa il campo da rugby e di bitumazione di una superficie di collegamento con l’Istituto scolastico Brancati anche funzionale a ospitare manifestazioni sportive, culturali e sociali.

“Il Gruppo G124 – ha sottolineato Carlo Colloca, docente di Analisi sociologica e metodi per la progettazione del territorio dell’Università di Catania – ha trovato risposte importanti e fattive nell’Amministrazione comunale,  che ha accompagnato le varie fasi del ‘rammendo’ in completa sinergia con le altre forze che stanno lavorando al progetto. Personalmente ho coordinato, nella Club House Peppe Cunsolo del campo San Teodoro, grazie anche alla collaborazione dell’Associazione rugbistica i Briganti di Librino, incontri con giovani, pensionati, cittadini, sindacalisti e rappresentanti dell’associazionismo per intercettare alcuni dei bisogni maggiormente avvertiti da quanti vivono questo territorio e credono nella sua riqualificazione”.

Questi bisogni sono stati tradotti in proposte progettuali  dagli architetti Roberto Corbìa e Roberta Pastore del Gruppo G124 che hanno immaginato i fili attraverso i quali ricucire lo spazio fisico fra l’Istituto Brancati e l’area di San Teodoro per dare un nuovo volto a questo spazio attraverso l’inserimento del verde,  la realizzazione di aree di socializzazione, la ristrutturazione del campo sportivo e delle palestre, fruibili anche dall’Istituto Brancati.

Come detto, dopo i primi interventi, i lavori per cambiare il volto del quartiere seguendo le indicazioni degli stessi cittadini e degli architetti del Gruppo, riprenderanno in settembre.

 

 

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