CATANIA – La Squadra Tifoserie della DIGOS di Catania ha arrestato in stato di flagranza differita 2 tifosi dell’Avellino e altri 2 sono stati denunciati.

Nella giornata di sabato, circa 300 tifosi dell’Avellino sono giunti al Massimino per guardare la partita contro il Catania, particolarmente sentita vista la rivalità tra le due squadre. Tra essi, però, non tutti tifavano per la squadra irpina: una volta lasciato il territorio campano, infatti, e una volta oltrepassato lo Stretto, una ventina di tifosi del Messina si sono aggregati ai supporters avellinesi.

Giunti al Massimino alle ore 15:30 circa e scesi dai propri mezzi, i tifosi ospiti hanno letteralmente preso d’assalto i tornelli all’ingresso dello Stadio: come mostrano le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, gli ultras irpini, una volta entrati, hanno preso in ostaggio e aggredito violentemente gli steward addetti alle operazioni di verifica telematica dei biglietti, consentendo ad altri “complici” di gestire arbitrariamente le strutture girevoli, e consentendo quindi l’ingresso degli altri tifosi senza alcun controllo.

E’ stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per ripristinare l’ordine e la regolare procedura d’ingresso. Ma era ormai troppo tardi: numerosi sono, infatti, i tifosi entrati eludendo i controlli di sicurezza.

Al termine dell’incontro, all’uscita dei sostenitori irpini dal settore ospiti del Massimino, le forze dell’ordine hanno quindi provveduto all’identificazione dei soggetti che ha portato, anche grazie alle riprese delle telecamere dell’impianto sportivo e del personale del locale Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica, all’arresto da parte della Digos di due ultras avellinesi: si tratta di Vincenzo Stella (cl. ’85), e di Giovanni Iannuzzi (cl. ’91), entrambi arrestati per il reato, in concorso tra di loro e con altri allo stato non identificati, di violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive, nonché di quello previsto e punito in quanto al fine di compiere “l’assalto”, hanno nascosto la propria identità con cappelli e sciarpe, salvo poi ritrovarsi a sostenere ed incitare la squadra, coordinando il tifo come “capo ultrà”.

Vincenzo Stella, inoltre, risulta avere dei precedenti per furto aggravato (2006), falsificazione di monete (2013), ricettazione in concorso (2013), reati inerenti gli stupefacenti (2014) ed è stato già sottoposto al D.A.SPO. nel 2006, per furto in concorso commesso in un autogrill in occasione di una trasferta della tifoseria.

Sono stati denunciati, inoltre, L.C.A.C., di 32 anni, per aver colpito violentemente uno steward con la propria cintura, e L.A., di 34 anni, per aver preso il comando di un tornello. Per tutti e quattro è stato emesso il D.A.SPO. .

“Sapevamo che si trattasse di una partita a rischio: i tifosi avellinesi si sono uniti ai tifosi del Messina e, pur di sottrarsi ai controlli di sicurezza, hanno reagito male prendendo d’assalto i tornelli dello Stadio”, ha dichiarato il vicario del Questore, Giovanni Signer. “I controlli eseguiti al momento della partenza da Avellino non sono stati efficaci visto che, una volta giunti a Messina, si sono uniti alla tifoseria gemellata”, ha aggiunto.

E i tifosi del Catania? “I tifosi del Catania non sono stati coinvolti -ha spiegato la dirigente della Digos di Catania, Antonella Paglialunga -. Determinante è stato il servizio di controllo delle aree limitrofe, al fine di evitare qualsiasi scontro: anche i tifosi rossazzurri si erano “organizzati” bene.”, ha concluso.

Inoltre, come accertato da successivi controlli, numerosi tifosi dell’Avellino, compresi i due arrestati, non erano provvisti del biglietto. Eppure, nella giornata di ieri, hanno fatto scalpore le parole proprio di Iannuzzi, ultrà della tifoseria dell’Avellino, quasi sdegnati dal trattamento ricevuto al Massimino: “Noi, trattati come dei violenti!”. Violenti? Macché…

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