di Anita Rapisarda

CATANIA. Aristotele definisce l’arte un’espressione di conoscenza, per Platone espressione di godimento. Come possiamo definire l’arte contemporanea? L’arte è fondamentalmente un fenomeno comunicativo che svela le realtà proprie dell’uomo in tutte le sue potenzialità positive e negative. Stamattina presso la sala delle Armi del Castello Ursino finalmente fruibile al pubblico, in piazza Federico II di Svevia a Catania si è svolta la conferenza stampa della mostra itinerante “Artisti di Sicilia.

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Da Pirandello a Iudice” a cura del critico d’arte Vittorio Sgarbi, ideata da Gianni Filippini, che per la realizzazione del progetto si è avvalso della direzione artistica di Giovanni Lettini e di quella creativa di Sara Pallavicini. Esposte nelle sale del Castello circa 360 opere tra pittura, scultura, fotografia per raccontare la ricerca artistica che ha influenzato la cultura dell’intero Novecento, dagli anni 30 fino ai nostri giorni, e collezioni del museo ricche di ceramiche greche del V secolo avanti Cristo. Realizzata da Exa Mondi Nuovi è stata promossa dal Comune di Catania, dal Ministero dei Beni culturali e dall’assessorato regionale all’Identità siciliana, sarà visitabile dal 16 gennaio fino al 16 marzo 2015 e sarà aperta dalle 9 alle 19 tutti i giorni. Un percorso che non può durare meno di tre ore e che vi proporrà bellezze classiche insieme ad altre del Novecento, proverete una confusione dei sensi “.Come ci sottolinea Vittorio Sgarbi “È la mostra più vasta concepita su un tema così ampio come il Novecento siciliano che, in larga parte, è il Novecento italiano, nonostante non ci sia nessuna adesione affettiva da parte della popolazione catanese o di qualunque altra città nei confronti dell’arte contemporanea, e nonostante l’allestimento minimalista che è stato attuato probabilmente per risparmiare – afferma Sgarbi -, la mostra è straordinaria e forse proprio per queste ragioni ancora più di valore diffuso. Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana – prosegue Vittorio Sgarbi – Non è lo stesso per quasi nessun’altra regione, non per l’Emilia Romagna, nonostante Morandi e De Pisis; non per la Toscana, nonostante Soffici e Rosai; non per Roma, nonostante le due scuole romane.

10646713_10200400541691545_3913493132756368450_nLa Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare l’identità prevalente della cultura italiana”. Alcuni degli artisti in mostra: Fasto Pirandello, Renato Guttuso, Piero Guccione, Ferdinando Scianna, Giovanni Iudice, Sonia Alvarez, Fabio Salafia. Nelle sale del Castello sono esposti infatti capolavori che hanno dai quadri dei maestri più antichi come Francesco Trombadori e Fausto Pirandello a quelli dei futuristi e del mondo contemporaneo. Ci sono lavori firmati da artisti del calibro di Renato Guttuso e Piero Guccione,di Casimiro Piccolo ed Emilio Greco,di Fulvio DiPiazza e Francesco De Grandi, e le installazioni di Pietro Carriglio. Oltre all’esposizione del Catello Ursino si aggiunge una sezione espositiva per i giovani talenti siciliani, allestita presso palazzo della Cultura, grazie al lavoro svolto insieme all’accademia di Belle arti di Catania .L’assessore ai Saperi e alla Bellezza Orazio Licandro ci sottolinea come “l’idea sia quella di mantenere un profilo alto di eventi culturali di un certo tipo, sfruttando anche gli spazi del Castello Ursino ora a disposizione, e a, a marzo si aprirà una mostra con 170 opere di Pablo Picasso e, a maggio avremo pittori e scultori della Biennale di Venezia”.

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