Catania, automobilisti tremate: ci saranno altre piste ciclabili

Daniele Lo Porto

CATANIA – Può essere una promessa,  ma anche una minaccia. Il sindaco Enzo Bianco, stamattina, durante l’inaugurazione della pista ciclabile al lungomare, ha annunciato che è la prima, ma non sarà l’unica. Anzi: ce ne saranno tante altre. Speriamo che nel frattempo riescano a progettarle meglio ed a realizzarle come si deve, magari risparmiando qualche euro e segnando le strisce pedonali dove si può realmente attraversare e non secondo l’ispirazione di qualche operaio con le allucinazioni. E poi se si vogliono accontentare le esigenze degli appassionati delle due ruote, ciò non dovrebbe comportare automaticamente che vengano penalizzati coloro che invece, per scelta o per necessità,  si spostano sulle quattro ruote o sulle due a motore.

Bella, da libro “Cuore”, la frase pronunciata dal sindaco:  “Sogno una Catania a misura di bambino”. Sarebbe meglio sognare una città a misura di cittadino, categoria alla quale appartengono anche i bambini, sia chiaro, che a scuola ci vanno accompagnati dai genitori e, solo in percentuale insignificante, sulle due ruote a pedale.

“Oggi è un Primo Maggio particolare per Catania, perché abbiamo percorso per la prima volta la pista ciclabile che abbiamo realizzato sul Lungomare”. E’ riportato in un comunicato di Palazzo degli elefanti, che racconta la storica impresa da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia, quartiere nel quale sarà impossibile trovare un posto auto per chi volesse recarsi nei locali del quartiere.

“Questo è uno dei Lungomare più belli d’Italia, che sarà chiuso al traffico quando realizzeremo il completamento del Viale Alcide De Gasperi, una delle opere che abbiamo inserito nel Patto per Catania firmato ieri con Matteo Renzi e che, con il finanziamento in arrivo, potrà adesso concretizzarsi”, ha aggiunto il sindaco.

Lo abbiamo già scritto, e lo ripetiamo: gli interventi in materia di viabilità fino ad ora non hanno riscosso grande successo tra la cittadinanza. Dall’imbuto di corso delle Province all’incompiuta del Tondo Gioeni, la peggiore rotatoria d’Europa, un’area a rischio, dove nelle ore di punta il traffico si congestiona e in altre ore si corre come a Monza. Un cantiere rimasto aperto da tre anni o forse è meglio dire abbandonato subito dopo l’abbattimento del ponte che tutti rimpiangono.

Il sindaco parla della chiusura del Lungomare al traffico come se fosse una cosa imminente, esattamente come sembrava definito il nuovo piano di interventi in corso Martiri della Libertà, ferita aperta e sempre più purulenta nel cuore della città, ormai da oltre sessanta anni. Bianco come Stancanelli e Scapagnini, per intenderci: pensieri e parole, progetti e promesse, ma in concreto le “fosse” sono lì, monumenti scavati e non eretti all’incapacità amministrativa di intere generazioni di politici, sindaci e assessori.

Che dire, poi, della passerella del premier Renzi a Catania? Già ne abbiamo scritto. Non sarà un caso che abbia portato un sacco di soldi, vedremo come, se e quando saranno spesi, a due sindaci del Pd in grave crisi di consensi e con notevoli difficoltà di bilancio oltre che di azione amministrativa. Ieri ci si scandalizzava per i  “regali” del governo Berlusconi all’amico Scapagnini, ora sembra tutto cosa buona e giusta.

Di cattivo gusto, a nostro parere, la voglia di grandeur che il Teatro Massimo avrebbe dovuto ispirare: troppe comparse, pochi attori dentro un’istituzione culturale storica e prestigiosa che rischia di crollare su se stessa. Per  finire: che triste l’immagine di Bianco e Renzi, sul palco: sembravano due direttori d’orchestra senza musicisti. E forse è proprio così. Note politiche stonate.

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