Parlare di calcio, a Catania, in questi giorni non è certamente facile. Una delle settimane più intense per la società gestita dal presidente Pulvirenti porterà ad una sfida delicatissima per il sodalizio etneo che si gioca la permanenza nel campionato cadetto. Nonostante sia il campo il principale protagonista, nonchè giudice supremo dell’operato degli addetti ai lavori, non si può non analizzare ciò che ruota attorno a questo mondo, che lega allo sport forti sentimenti di passione e la costruzione di rapporti sociali importanti.

Dall’appello della tifoseria a riempire lo stadio, alla lettera minatoria al presidente accompagnata da due proiettili e al successivo comunicato stampa sul sito ufficiale rossazzurro che annuncia il ricorso alla giustizia per la denuncia di fatti e persone che avrebbero destabilizzato l’ambiente, analizzare le situazioni letteralmente calcistiche diventa difficile, se non impossibile. L’invio di una missiva intimidatoria è da considerarsi una gesto sconsiderato, inutile e delittuoso da condannare senza appello. Altrettanto inutile sarebbe addossarsi a vicenda offese e accuse, creando un circolo vizioso, un ping pong tra azioni e reazioni che non sarebbe costruttivo, ma al contrario farebbe solo male.
In questo senso è da considerarsi esemplare la scelta di un gruppo di tifosi di sostenere la squadra sino al termine della stagione, cercando a tutti i costi un confronto pacifico con squadra e dirigenza per lottare insieme verso un traguardo che non sarà facile raggiungere senza coesione d’intenti. Dal presidente della Lega di Serie B, Abodi è arrivato forte e chiaro il messaggio di solidarietà e supporto nei confronti di Pulvirenti: “Un fatto di estrema gravità. Chi si rende protagonista di questi episodi non può essere chiamato tifoso né far parte della famiglia della Serie B”.

Una critica forte, e condivisa tra tifoseria e gli addetti ai lavori che si occupano di comunicazione, condanna il silenzio prolungato della società, con in testa il suo presidente. Sia chiaro, si parla di una critica volta a recuperare un rapporto incrinatosi nel tempo. Proprio a proposito di questo, Daniele Lo Porto, nostro direttore e segretario dell’Assostampa Catania, è intervenuto nella nota trasmissione radio Pianeta Catania, condividendo il suo pensiero non solo su queste vicende, ma anche sul prossimo match che vedrà i rossazzurri opposti all’Avellino:

“Questo è un periodo di grande sofferenza per chi ama il Catania. Il silenzio della società nei confronti della stampa locale e quindi dei tifosi si è protratto per mesi. Per il nostro lavoro abbiamo dovuto utilizzare come fonte una nota emittente televisiva a pagamento, unico strumento utilizzato dal Catania per comunicare. Sono state sporadiche le occasioni in cui anche a noi è stato concesso un dialogo. Più volte è stato chiesto un confronto chiarificatore con la società ma la risposta non è mai stata positiva. Non ci interessa fare polemica, ma analizzare oggettivamente i fatti. Da addetto ai lavori non capisco le ragioni di questo silenzio, non credo sia mai successa in altre società una situazione simile.

Parlando dei risultati, credo che un pò tutti ci siamo illusi dopo le vittorie convincenti con Pro Vercelli e Perugia, le uniche della gestione Marcolin. La gara contro l’Avellino è da considerarsi come una sfida fondamentale, che vale un’intera stagione. Vincere è necessario non solo per la classifica, che già è un fattore vitale ma anche per smuovere la squadra dal punto di vista psicologico in vista delle ultime giornate. Aldilà dei limiti della squadra, devono uscir fuori le qualità. Il miglioramento della squadra in fase difensiva ha portato inevitabilmente ad un peggioramento di quella offensiva. Credo sia fondamentale trovare presto un equilibrio”.

Mentre l’attenzione è rivolta anche a questioni extracalcistiche, a Torre del Grifo Marcolin prepara una gara decisiva non solo per la squadra che allena, ma anche per tenere salda la sua panchina, pericolosamente scricchiolante visti i recenti risultati. Contro l’Avellino mancheranno Schiavi, squalificato, e Gillet, convocato dalla Nazionale belga mentre sono da valutare le condizioni degli acciaccati. Gli avversari non se la passano meglio. Con Visconti, Vito e Vergara infortunati, Ely e Sbaffo squalificati, e Trotta impegnato con la maglia dell’Under 21, Rastelli è chiamato alla ricerca di nuove soluzioni. In avanti fa paura il duo Castaldo-Comi, con il primo soprattutto capace di trascinare la squadra da solo. All’andata fu un suo rigore a decidere la gara del Partenio.

(foto calciocatania.it)

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