di Alberto Molino

OLYMPUS DIGITAL CAMERACATANIA – La situazione che si presenta al cimitero della città è assai complessa. Come mostrano le foto, l’obitorio è ricolmo di bare impilate le une sopra le altre, tutte contenenti all’interno corpi che aspettano da tempo una degna sepoltura. Purtroppo le 24 celle frigorifere non bastano a contenere l’ampio numero di defunti. A peggiorare il quadro, oltre ai prevedibili cattivi odori, si osservano bagni sporchi, topi, spazi angusti e, in generale, condizioni indecenti per i dipendenti che operano all’interno della camera mortuaria.

Il consigliere comunale Carmelo Sofia, che promette presto una conferenza sull’argomento, in un comunicato stampa, ha dichiarato che «esiste la necessità di creare un tavolo tecnico con il primo cittadino e l’assessore al ramo, in modo tale da avviare una concertazione continua sul cimitero di Catania e svolgere gli iter burocratici necessari per avere un luogo della memoria e del ricordo degno di questo nome; un sito che aspetta ancora di dare sepoltura, nei campi comuni, ai diciassette migranti morti durante il naufragio  del 12 maggio 2014, circostanza funesta che ha visto affondare un intero barcone tra la Libia e Lampedusa. Da 6 mesi, infatti, le bare restano all’interno dell’obitorio in attesa di essere tumulate».

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

A questo avvenimento, si sovrappongono le numerose segnalazioni di parenti e amici che guardano sconcertati le persone a loro care ammassate lì, in obitorio, nella più totale mancanza di regole, sorveglianza e pulizia dei feretri. Proprio l’assenza di controllo comporta, inoltre, un continuo andirivieni di ladri che fanno sparire metodicamente vasi, lampadari, statue di marmo e persino i fiori. Infatti, fuori dalla cinta muraria del cimitero, Rocco Lombardo, venditore di addobbi funerari, si lamenta riguardo ai furti e afferma: «La gente non compra più né tulipani, né gigli, né rose per il rischio di non trovarli il giorno dopo. Le istituzioni politiche e il sindaco devono intervenire affinché al camposanto della città venga ridato decoro e prestigio, sia per chi vi lavora all’interno sia per i commercianti all’esterno e, soprattutto, per quelle persone che vengono a porgere un saluto ai propri cari».

 Alberto Molino

Scrivi