Catania, ” Bellini allo specchio” prima uomo e poi musicista

di Lilia Scozzaro

Bella, mediterranea, romantica, sensibile, fortemente emotiva, determinata, e con tanta forza nel raggiungere i suoi sogni. Ornella Giusto, attrice professionista siciliana nata a Catania, ha svolto lavori per numerose fiction Rai e Mediaset : “Il Commissario Montalbano”, “Onore e Rispetto”, “La Squadra”, “Ris”, ed altri personaggi interpretati anche sul grande schermo : “Il dolce e l’amaro” “Malena”, “Il consiglio d’ Egitto”.  Dopo varie tappe fra Catania e Ragusa, si trasferisce a Roma, dove ha frequentato il Conservatorio Teatrale Cinematografico, prosegue gli studi di Teatro con Silvio Spaccesi, frequenta il Seminario di animazione teatrale, con il metodo di Orazio Costa, diretto da Scaramuzzo all’Università LUMSA. Comincia a lavorare per il teatro dove ha ruoli da protagonista. L’anno scorso, a dicembre, la sua partecipazione straordinaria nella sua città, al teatro Metropolitan, con il Musical “La Lupa suspiri d’amuri” di Salvo Guglielmino. Quest’anno la Black & White Management di Roma presenta “ Bellini allo specchio “di e con Ornella Giusto, sabato 11 luglio, Cortile Platamone  – Palazzo della Cultura, ore 21:00.  L’attrice per motivi di lavoro vive a Roma ed ogni tanto viene a trovarci, quando ritorna vede i bei colori della sua Sicilia.

 

“ Bellini allo specchio “, si parlerà  di un viaggio, quale ?

Noi siamo anime che vaghiamo, è un viaggio surreale, e come se noi fossimo anime nella sua anima,   l’11 luglio daremo voce a quest’ uomo, come musicista e come uomo, rivivendo il suo mondo e chiaramente tutto questo verrà raccontato a ritroso.

 

Mi viene in mente la Giovane donna nuda allo specchio, il dipinto di Giovanni Bellini, la sua ultima opera e per lui un inedito tema. “ Bellini allo specchio”, come nasce questo progetto?
Il periodo in cui io sono stata qui a Catania, sto facendo un seminario “ I muscoli dell’anima” al Cus, quindi il lavoro, un po’ il teatro e il seminario, che faccio con tanto amore per i miei allievi ed è un evento aperto a tutti, mi ha portato a rimanere più tempo nella mia città.  Ebbene in quel periodo l’assessore Licandro aveva organizzato “ Le notti ai musei “, abbiamo avuto una chiacchierata, e lui mi propose  di leggere alcune lettere del Bellini   all’interno del museo belliniano.  Ho accettato ed iniziai questa ricerca di scritti belliniani, lavorando  parecchie ore, dove c’erano 1000 persone che entravano a gruppi. Durante la serata Franco La Magna  spiegava tutto il percorso, parlava della vita del Bellini e nel frattempo anche  il mio intervento con alcune letture.   Devo dirti che la mia ricerca, leggendo e rileggendo,  mi ha veramente colpita, ho avuto una bella emozione, rimasi affascinata perché conoscevo ben poco della vita del Bellini, e la cosa che mi ha fatto molto piacere è che, quella sera leggendo,  vidi  il pubblico reagire con molta attenzione,  era cxome se mi chiedesse   “ Ma è finita qui?” Aveva voglia di ascoltare. Io rimasi meravigliata e quando tornai a casa, pensai di fare uno spettacolo con le letture del Bellini.  Subito iniziai altre ricerche, un lavoro graduale, ho pensato alle lettere, poi alla musica, all’orchestra, a tutto il contorno. “ Bellini allo specchio “ perché c’è stato questo mio incontro con lui, è come se io lo avessi incontrato a casa sua, un incontro di anime sensibili, mi sono rispecchiata in lui. C’era qualcosa che mi spingeva a parlare della sua persona, un qualcosa rimasta irrisolta a lui e che io avevo il desiderio di dar voce a quest’uomo, non solo come musicista, ma come Bellini uomo.

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Cosa si leggeva in queste lettere?

Erano delle lettere dove si parlava del periodo in cui lo zio Ferlito cercava di portare avanti questa sua passione per la musica. Parlavano dei suoi successi: “ La Norma “ “ La Sonnambula “ e questi racconti, il suo modo di parlare, di scrivere, di esprimersi, era forte. Giovanissimo, ha vissuto una breve vita ma intensa, parlava con tanto entusiasmo. Bellini è stato un grande musicista, ed un artista che fa musica deve avere un anima nobile, un anima sensibile, era un bell’uomo, da tutti definito un angelo, aveva un suo fascino, attorniato dalle belle donne di quell’epoca, e tra l’altro,  tutte donne che facevano parte del suo ambiente. Ho cercato di stare attenta alla ricerca storica, mi sono consultata un po’ con la professoressa De Luca, una donna eccezionale, che mi ha consigliato di fare affidamento al testo di Luisa Cambi, il libro, l’epistolario del 1942, dove si possono trovare le lettere attendibili, perché quelle del Pastura non sono credibili, sono state manomesse, quindi ho fatto una ricerca attenta.

“ Le notti ai musei “ anche Franco La Magna parlava della vita del Bellini. Com’ è avvenuto l’incontro con Franco La Magna?
Franco La Magna critico d’arte, un critico cinematografico, tempo fa ero presente al Festival di Taormina, per lavoro, e lo incontrai,  era molto addentrato nel mondo di Bellini, e dato che era abbastanza preparato, poi questo suo accento catanese, mi colpì  questa sua figura, ed ho deciso di inserirlo nel mio spettacolo come un amico caro del musicista, un’anima che rievoca alcuni momenti del Bellini, inserendo i miei interventi   con le mie lettere. Il lavoro di La Magna è una elaborazione drammaturgica solo dei suoi pezzi quando interpreta l’amico caro, poi tutto lo spettacolo è stato ideato, scritto e realizzato da me, aggiungendo anche mie elaborazioni drammaturgiche, sono alcuni momenti poetici interpretati da altri attori

Quale altro specchio si trova dietro te?

Quello della poesia, in me riflettono molte cose. Sono una persona molto sensibile ed esserlo non è uno svantaggio, sono felice perché vivo in pieno la profondità, credo molto nelle emozioni, non credo sia giusto reprimerle, è importante esprimerle, così facendo eviti tanti malanni, problemi che ci fanno soffrire. Il mio è uno spettacolo pieno di emozioni, dove ho voluto coinvolgere alcuni miei allievi del seminario “ I muscoli dell’anima “ proprio perché c’è questo percorso a livello emozionale in cui cerco sempre di bloccare questi famosi muscoli dell’anima, cercando di dare il meglio della propria persona, provando ad ascoltare soprattutto se stessi. Io quella sera darò il massimo, anche gli altri daranno un contributo tirando fuori il proprio talento senza risparmiarsi, vorrei che quella sera tutti fossero bravi

Quando un attore è veramente bravo, è indispensabile che rimanga un po’ se stesso quando interpreta un personaggio?
Quando riesce ad entrare nel ruolo e ci crede fermamente, la bravura non consiste nel dire la battuta, è quello che avviene prima di ogni battuta, le pause, i silenzi.  Il non avere fretta  è segno di grande intelligenza per un attore, perché in quella frazione di silenzi si ascolta anche l’energia del pubblico rendendolo più attento. Sto cercando di creare tutto questo, lo spettatore deve essere trascinato e quella sera si dovrà sentire in un’altra atmosfera,  nell’800. Noi, infatti, indosseremo gli abiti di quell’epoca, ed io rappresenterò quella figura femminile ideale che, attraverso la musica, e le lettere del Bellini, rimane affascinata, si innamora perdutamente, quasi ad arrivare alla follia e svegliandosi da un sogno, dopo essere stata all’interno dell’anima del musicista, insieme a tante altre anime, è come se lei avesse rivissuto un po’ il suo mondo. Alla fine questa donna dedica una lettera a Bellini, si sposta dal leggìo e fa un breve monologo rendendosi conto che mai potrà avere quell’uomo, però internamente sente la sua musica ed in quel preciso istante va fuori di testa, entra in crisi e piangendo conclude il suo monologo, si spengono le luci e iniziano le note del ” La Norma “.

Il teatro non è come il cinema, al teatro il pubblico è li’ proprio davanti a te, quanto è importante, è sempre presente durante l’esibizione di una serata?

Con la consapevolezza di oggi, devo dirti che all’inizio si hanno delle paure, il primo impatto è sempre forte , adrenalina, emozione iniziale, ma ogni volta che sono dietro le quinte, non vedo l’ora di uscire sul palco, e non per esibirmi, ma perché avverto che, chi viene a vedere i miei personaggi e mi conosce, ha bisogno di me, percepisco che il pubblico in quel momento si trova in unione con me. Io non posso sentirmi imbavagliata come artista, io devo esprimere, perché ho bisogno di donare, è come un grande amore che possiedo nei confronti dell’arte, il teatro non è finzione, il teatro è verità, per cui la gente quando va al teatro, al cinema, vuole sognare, ed anche  vivere tutte le insicurezze. Le verità, per ipocrisia, noi le teniamo dentro.
Cosa hai imparato durante gli anni della tua carriera, sono cambiati i tuoi comportamenti? Il rapporto con gli altri, magari  avendo avuto delusioni, quelle poi non mancano mai!
Ho sofferto perché ho avuto batoste di tutti i tipi e con gli anni ho imparato molto.

 

Cosa e chi vedremo l’11 luglio a Catania?

Uno spettacolo dove ci sarà la musica di Vincenzo Bellini, quindi l’ orchestra Giovanile Bellini
dell ‘ Istituto Superiore di Studi Musicali “Bellini” di Catania  diretta dal maestro Giuseppe Romeo, gli attori: Annamaria Caruso, Irene Di Mauro, Rosa Galata’ , Emilia Giglio, Delia La Puzza, Mirella La Spina, Gaetano Ravi’, Romina Sabba, Ada Salamone , Alessio Sciacca , Maria Chiara Signorello, Edoardo Strano; i soprani: Margherita Aiello, Miriam Carsana, Giulia Mazara; il tenore cinese  Jin Miyawaki; Claudia Aiello pianista, ed ancora  i miei costumi  e quelli Edoardo Strano sono di Rosy Bellomia, audio e luci di Maurizio e Francesco Noè, fotografo Dino Stornello, per le riprese  Gaetano Vallone
Una  domanda particolare, ed è quella su Dio. Ognuno ha un rapporto diverso con Lui ma forse è anche giusto confrontarci su questo. Il tuo rapporto con Dio?
Questa è una domanda stupenda e fra poco piango io non credo in tutto ciò che dice la Chiesa, ho riflettuto e ci sono molte cose che mi lasciano perplessa, ma credo in Dio. Ogni domenica servivo la messa da bambina, ho frequentato, asilo ed elementari, presso l’Istituto delle Suore Orsoline, ho continuato al Sacro Cuore di Gesù.  Ho un  bel rapporto con Dio, sono convinta che qualcosa nell’ aldilà ci sia, qualcuno che ci guida e ci ascolta, mi è capitato molte volte, andando in chiesa a pregare, di sentire sempre un’energia, una serenità dentro, maggiore, e a volte senza parlare e chiedere, ci sono stati   desideri che si sono avverati, è come se qualcuno mi avesse ascoltato, mi sento anche guidata, è un esempio,  la forza che possiedo,  nell’organizzare da sola tutto questo spettacolo: sponsor, partenrship, le collaborazioni, c’è un lavoro di marketing, non è facile fare tutto da sola, senza avere nessuno alle spalle,  magari poi al momento opportuno ti arriva una mazzata. Comunque ho una bella unione sicuramente.

In conclusione c’è qualcosa che vorresti dire?

Ho conosciuto Daniele Lo Porto, un’anima nobile, una persona formidabile, e lo ringrazio, ringrazio anche te, perché penso che tutta la redazione, sensibile ai problemi, sia desiderosa di dire e quindi far bene il lavoro di giornalista, ci sono parecchi dottori che non lo fanno bene, scrivono sempre le stesse cose,  e mi fa piacere di non aver trovato tutto ciò nel vostro giornale. Grazie a te cara Lilia,  hai dato la possibilità di esprimermi totalmente  senza nessun freno.

L.S.

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