CATANIA − Il sindaco di Catania Enzo Bianco, partecipando alla celebrazione in occasione del ventennale dell’uccisione dell’avvocato Serafino Famá organizzata nel Teatro Massimo Bellini alla presenza, tra gli altri, del ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha annunciato che la città di Catania ricorderà ancora il penalista vittima della mafia.
“Ho deciso – ha dichiarato il sindaco – di intitolare a Serafino Famà la sala dei congressi del nuovo Centro direzionale di San Leone, una bella struttura che sarà sede di numerosi uffici e del Distretto della Sicilia del Sud-Est”.
In quell’occasione si svolgerà anche una cerimonia di intitolazione al’avvocato Ambrosoli della via antistante il Centro, alla presenza delle famiglie Ambrosoli e Famà.
“Subito dopo l’uccisione dell’avvocato Famà – ha ricordato Bianco – cominciava a circolare il vento sottile della diffamazione non esplicita. Qualche settimana prima avevo avuto con l’avvocato Famà, lui nell’esercizio delle proprie funzioni e io delle mie, uno scontro duro. Si dibatteva se la costituzione di parte civile in un processo da parte del Comune fosse legittima o meno. Uno scontro anche aspro perché l’avvocato Famà era un uomo vigoroso. Quando venne ucciso non ebbi il mimimo dubbio a dichiarare immediatamente che si trattava di un omicidio di mafia che colpiva un uomo che stava difendendo il suo ruolo e lo Stato di Diritto. L’avvocato Famà ha pagato con la vita questa sua consapevolezza. Un grazie commosso da parte di Catania che vuole ricordare un suo grande figlio”.
Il Sindaco ha poi annunciato che domani si recherà nel piazzale Famà per controllare i lavori di pulizia e decoro urbano disposti. Con l’occasione il primo cittadino ha convocato i dipendenti comunali e quelli della Multiservizi per pianificare gli interventi, in particolare di manutenzione e scerbamento, della città. L’area dedicata all’avvocato Famà non è perfettamente adeguata a ospitare una targa commemorativa poiché si tratta di un parcheggio di Amt e Sostare. Per uno spiacevole difetto di comunicazione, non essendo stata richiesta la chiusura della zona e la presenza dei Vigili urbani, come avviene per la deposizione di corone di fiori in analoghe occasioni, le automobili hanno impedito un più ordinato svolgimento della cerimonia che, da ricordo privato della famiglia, si è trasformato in una manifestazione pubblica, arricchita dalla significativa presenza di don Luigi Ciotti.

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