CATANIA – “ Venire a sapere dagli organi di informazione e non da quelli istituzionali del documento inviato dalla magistratura contabile al Comune di Catania è un atto gravissimo che riguarda l’intera commissione al Bilancio di cui ricopro la carica di presidente – ha dichiarato Vincenzo Parisi – . Lo scorso venerdì in consiglio l’Amministrazione poteva e doveva informarci sulle tre ordinanze della Corte dei conti che invitano il primo cittadino a Palermo, il prossimo 31 maggio, per discutere di una lunga lista di osservazioni. Invece si è preferito mantenere il silenzio sul disavanzo ed ora i nodi cominciano a venire al pettine. Un segnale evidente di come l’Amministrazione punta principalmente all’apparenza tralasciando la sostanza delle cose. Per tutte queste ragioni  ho  convocato urgentemente la prossima settimana una riunione, a cui parteciperanno i revisori dei conti, per fare luce sulla situazione”.

“I debiti fuori bilancio e le conciliazioni con le relative asseverazioni dei rispettivi collegi dei revisori dei conti, con le numerose società partecipate del Comune di Catania, negli ultimi anni sono e rappresentano la spina nel fianco sempre presente dell’Ufficio ragioneria  – – – dichiara Carlo Cittadino, commercialista, già revisore dei Conti del Comune di Catania -. Nonostante le molteplici ricognizioni predisposte dagli assessori al Bilancio che si sono succeduti, non si è mai pervenuti a fare e a stabilire un punto chiaro e contabile per fare chiarezza in un modo definitivo. Addirittura ancora oggi , l’Ufficio ragioneria non è in grado di stabilire l’entità contabile delle riconciliazioni della maggiore partecipata ” Sidra SPA ” e di alcune altre minori. Alla luce di questa premessa, il giudice della Corte, Di Pietro, con puntualità e precisione continua ciclicamente a mettere nero su bianco, mostrando fra l’altro forti preoccupazioni sulla tenuta dei conti del Comune di Catania .      È ancora oggi assistiamo a dichiarazioni dell’assessore Girlando, che tenterà (non riesco a immaginare come farà) a fornire dati e dettagli sull’evoluzione dei debiti per dimostrare che la colpa risiede ed è sempre delle precedenti amministrazioni.   L’origine e la causa della confusione contabile risiede nella mancata applicazione del regolamento comunale di contabilità che in materia di  “debiti  fuori bilancio” fra l’altro obbliga l’Ufficio ragioneria dell’Ente di tenere un libro dei debiti fuori bilancio con la relativa annotazione di ogni singolo debito, della data con la sottoscrizione del ragioniere generale.  Purtroppo, a Catania non è mai esistito questo libro dei debiti fuori bilancio e se a tutto questo aggiungete che l’Ufficio ragioneria non si è uniformato al protocollo on line unico per tutto l’ente, ma ancora continua ad avere un protocollo proprio della direzione, il caos regna sovrano. Ognuno degli addetti ( assessori , ragionieri, direzioni partecipate, …) , non avendo contezza e certezza dei valori contabili predispone nella premura sempre elenchi aggiornati di debiti, di riconciliazioni che puntualmente trasmette alla Corte dei Conti, ma come avete potuto constatare, negli ultimi anni puntualmente la Corte dei Conti con numerose pagine , richiede chiarezza e certezza. Il giorno successivo l’assessore al Bilancio, con proprie dichiarazioni alla stampa tiene a precisare che le risposte sono state chiarite punto per punto alla Corte e di stare tranquilli. È così di anno in anno , stranamente e non si sa come l’importo dei debiti fuori bilancio e i debiti con le partecipate di volta in volta è mutevole con aumenti considerevoli. Il risultato e la soluzione per gli amministratori di Palazzo dei Chierici rimane solo ed esclusivamente una – sottolinea Carlo Cittadino – , un bel piano di riequilibrio per ben 30 lunghi anni, per la precisione un mutuo (non sottoscritto da nessun Catanese ) ma  sottoscritto dai soliti otto o poco più amministratori che fra l’altro alcuni di loro non pagheranno per la loro quota parte non essendo residenti a Catania .   Ma allora non c’è nessuna via di uscita?  Per forza lo spettro del default è vicino? . In questo caso i consigli si danno, poi bisogna vedere se c’è uno degli amministratori o possibilmente il sindaco Enzo Bianco, che avranno il buon senso, prima di confrontarsi e poi di accettarli . I consigli si contano nelle dita delle mani :    compilazione obbligatoria e quotidiana del libro dei debiti fuori bilancio con sottoscrizione del ragioniere, previsto dal regolamento comunale; istituzione di una seria direzione ufficio partecipate, composta da almeno dieci dipendenti esperti e relativo dirigente, attualmente sono solo in due, un dirigente e un dipendente;    riduzione immediata a sette società partecipate (sei le maggiori è un holding per le altre e numerose piccole società  partecipate );  eliminazione di qualsiasi protocollo ancora manuale e attuazione per tutti gli ufficio dell’unico protocollo on line dell’ente;   obbligo per le società partecipate di consegnare alla direzione partecipate comunale ogni sei mesi le riconciliazioni dei debiti e crediti sottoscritti dal consiglio di amministrazione e dal collegio dei revisori con allegati i mastrini contabili di variazioni dei dati contabili in aumento e diminuzione.     Spero che il mio contributo non resti vano, ma –conclude Carlo Cittadino –  raccolto e applicato con dignità da almeno un assessore del Comune di Catania”.

“Dopo sveglie, occhiali e magliette portate in Consiglio il prossimo passo è quello di consegnare agli assessori di questa amministrazione degli apparecchi acustici per consentirli di ascoltare attentamente il coro di proteste che ogni giorno si solleva da una città letteralmente al collasso”, dichiara il consigliere comunale Giuseppe Catalano.  “Lo sciopero dell’AMT è solo l’ultima goccia di un vaso colmo e che rischia di mettere definitivamente in ginocchio interi quartieri. Disservizi ed incompiute ormai non si contano più e la gente è rassegnata a sopportare un abbandono, da parte delle istituzioni politiche, che non ha fine. Il caso dell’Amt è emblematico con la gente pigiata nei pochi mezzi a disposizione come sardine. Catania è una città paralizzata in termini di viabilità, sicurezza, decoro e vivibilità. Dopo tutti questi anni d’amministrazione al Comune di Catania, la Giunta non ha ancora raggiunto gli obiettivi che mi hanno spinto a sostenerla. Dal centro alla fascia esterna che coinvolge tutti i quartieri periferici si vive un’emergenza, legata al degrado e all’invivibilità, senza precedenti. Tutte le proposte che noi consiglieri comunali formuliamo ripetutamente restano inevase per troppo tempo e i cittadini ci accusano di immobilismo. Ho tentato in questi anni di dare il massimo. Dalle passate proteste sono giunto alle proposte concrete. Tutto assolutamente inutile. Adesso ho cambiato mentalità e, dopo il tentativo di costruire il dialogo nell’interesse dei quartieri più a rischio del capoluogo etneo, passo ora alle proteste eclatanti.  Da amministratore – conclude Giuseppe Catalano –  voglio essere produttivo e servire la mia città insieme a tutti gli altri colleghi. Ma dobbiamo essere messi nelle migliori condizioni per farlo. La nostra voce va ascoltata. La periferia oggi è una giungla”.

Via Etnea è una delle principali strade di Catania, il salotto buono per eccellenza del capoluogo etneo, che da piazza Cavour fino al Tondo Gioeni si trova in condizioni disastrose con un manto stradale pieno di buche, con la segnaletica orizzontale e verticale da potenziare e con il parcheggio selvaggio che non risparmia i marciapiedi. Per tutte queste ragioni Orazio Grasso, consigliere municipale di “Borgo-Sanzio”, chiede all’Amministrazione di intervenire immediatamente per  valorizzare e migliorare la vivibilità di un territorio a forte vocazione commerciale ed utilizzato quotidianamente da migliaia di mezzi di ogni tipo. Pendolari che non trovano un posteggio libero e così lasciano la propria vettura sul marciapiede, danneggiando il basolato in pietra lavica, oppure in doppia fila restringendo inevitabilmente le carreggiate e provocando quasi la paralisi del traffico soprattutto in presenza di autobus. Segnali evidenti di come sulla mobilità di via Etnea devono essere apportati tanti accorgimenti. Sopratutto nella parte nord della strada abitanti e commercianti, da me incontrati, sottolineano come la sera molti automobilisti in via Etnea sfrecciano a tutta velocità provocando incidenti con gli altri mezzi provenienti dalle strade limitrofe. E’ fondamentale, quindi, portare a termine qui un piano programmatico a tappe ben precise. Idee e programmazione a cui aggiungere anche i controlli delle forze dell’ordine.  Orazio Grasso, in qualità di consigliere municipale di “Borgo-Sanzio”,  chiede di cominciare con il riparare il manto stradale, rifare alcune strisce pedonali sbiadite e potenziare il sistema per il deflusso delle acque piovane. Successivamente puntare al miglioramento della mobilità sistemando i marciapiedi e recuperando nuovi parcheggi per i pendolari e gli abitanti della zona.

R.S.

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