di Flora Bonaccorso

CATANIA – L’udienza di oggi è rinviata a giovedì 22 gennaio 2015, ma il corso della prescrizione è sospeso: così ha deciso il GUP, Fabio Sebastiano Di Giacomo Barbagallo, stante l’istanza di rinvio dei difensori.
Agli avvocati difensori si era opposto in udienza il PM, “perché – ha spiegato in Aula – l’istanza non è documentata e risulta priva di effettiva motivazione”.
“Si tratta di un brevissimo rinvio, previa sospensione del corso della prescrizione”, ha motivato il GUP accogliendo l’istanza della difesa.
Flash sull’inchiesta
Piani di rientro con cifre gonfiate per garantire gli equilibri dei bilanci di previsione del Comune di Catania fra il 2006 e il 2008: è questa l’accusa formulata dal sostituto procuratore Alessandra Chiavegatti nel novembre 2012, con cui chiese il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Umberto Scapagnini; degli ex assessori al Bilancio Francesco Caruso e Gaetano Tafuri; dell’ex commissario straordinario che al Comune sostituì il dimissionario Scapagnini nel 2008, Vincenzo Emanuele; degli ex ragionieri generali Vincenzo Castorina e Francesco Bruno; dei dirigenti del Comune Mario D’Antoni, Carmelo Pricoco, Santo Cimellaro e Luigi Asero.
I bilanci oggetto dell’inchiesta della magistratura prevedevano otto milioni di euro per il 2006, per un incasso reale di appena un milione e 700mila euro; 50 milioni di introiti previsti con il condono edilizio nel 2007, a fronte di entrate di appena due milioni e 200mila euro; per il 2008, anno di insediamento del commissario Emanuele, gli introiti previsti con il solo condono edilizio erano di circa 40 milioni di euro, a fronte di due milioni e mezzo effettivamente incassati.

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