di Graziella Nicolosi

CATANIA – Un “diario di bordo” di questi primi due anni e mezzo alla guida della Camera dei deputati. Si potrebbe definire così il libro “Lo sguardo lontano ” (Einaudi) scritto da Laura Boldrini e presentato ieri nelle sale di Palazzo Platamone a Catania. Un volume che illustra il desiderio della terza carica dello Stato di rivolgere appunto lo sguardo “oltre”, ai grandi temi della società civile, spesso trascurati dalla politica.

Del resto, quando nel 2013 la Boldrini venne eletta alla guida della Camera, risultò subito un presidente anomalo, per il suo passato lavorativo legato ai diritti umani, ai conflitti mondiali, ai migranti. Argomenti che si ripercuotono subito nel suo operato. “Già nel discorso d’insediamento – spiega il giornalista Ansa Francesco Nuccio, moderatore dell’incontro di ieri a Catania – la Boldrini ha indicato i punti cardine del suo programma, fra cui il desiderio di fare della Camera la casa della buona politica”.

Desiderio messo in pratica con gesti significativi, come aprire ogni domenica le sale di Montecitorio ai cittadini, accolti dalla stessa presidente, che chiarisce loro il funzionamento della complessa macchina istituzionale. “Quando entrano – commenta la Boldrini – spesso sono furibondi per la lentezza amministrativa: conoscono poco il lavoro delle commissioni, e il lungo iter parlamentare. Non condivido la vulgata dell’antipolitica, e l’idea che tutti i deputati siano cialtroni. È assolutorio pensare che il male si annidi solo nelle istituzioni, mentre il resto della società è cristallino. La politica non va delegittimata solo per l’operato di alcuni suoi esponenti”.

Da qui il suo invito a “metterci la faccia, a farsi carico dei problemi dei cittadini dando segnali di pulizia e trasparenza”. “La politica – aggiunge –  deve essere vicina alle grandi questioni sociali. Il suo ruolo è di guida, non di retroguardia. Le istituzioni devono offrire risposte concrete ai cittadini: solo così potranno ottenere il loro rispetto”.

Lotta alle diseguaglianze, alla corruzione e all’evasione fiscale, sostegno ai diritti civili, lavoro, uso responsabile dei nuovi media, sono alcuni degli argomenti cari alla presidente della Camera, affrontati in un libro “che non racconta solo successi, ma anche delusioni”.

“Un volume atipico – ha osservato Lina Scalisi, docente universitaria catanese e amica personale della Boldrini – perché non è scritto al termine della propria esperienza politica, come accade di solito, ma nel pieno del suo mandato, quasi per voler dare conto ai cittadini del suo operato”.

Cittadini fra cui ci sono anche molti suoi elettori, visto che proprio nella circoscrizione Sicilia 2 la Boldrini venne eletta deputato nel 2013. “Nel mio libro c’è molta Sicilia – spiega l’autrice -; quella che ho conosciuto in campagna elettorale, e quella che ho apprezzato anche in seguito, cominciando dall’accoglienza riservata ai migranti. Ho ripetuto più volte che la vostra Regione non può essere lasciata sola di fronte all’emergenza. O si fa un salto di qualità verso un’Europa 2.0, verso gli Stati Uniti d’Europa, ritrovando i valori che ci hanno reso grandi, oppure sarà la fine del nostro Continente”.

Dal canto suo, il sindaco Enzo Bianco ha ringraziato la presidente della Camera per “non aver mai fatto mancare il suo appoggio e il suo incoraggiamento a Catania, che si è conquistata sul campo il ruolo di città accogliente, grazie alla rete creatasi fra forze dell’ordine, magistratura, istituzioni tutte e associazioni di volontariato”.

“La ringrazio – ha aggiunto Bianco – perché il libro riporta all’attenzione di tutti la questione del Mezzogiorno, che sembra essere scomparsa dal dibattito politico”. Per farlo dà la parola ad alcuni siciliani, soprattutto giovani: quelli che lavorano nei call center, come il catanese Natale Falà, e quelli che proprio da Catania (precisamente da Mirabella Imbaccari) sono partiti alla conquista del mondo, come Luca Naso, autore di un software d’eccellenza che gestisce i taxi di New York. “Vorrei più Sud e più Sicilia nell’agenda di Governo – ammonisce Boldrini – e la Camera chiederà per questo un impegno formale”.

Non poteva mancare un riferimento ad un altro dei temi affrontati in più occasioni dalla Boldrini: la dignità femminile e l’uguaglianza uomo-donna. Il tragico femminicidio di Nicolosi è lo spunto per parlare della necessità di cambiare mentalità a partire dalle scuole e dalle famiglie, dove “bisogna insegnare ai piccoli il rispetto e la condivisione degli oneri”. “Tutto – secondo la presidente della Camera- contribuisce alla svalutazione del femminile: dall’uso del corpo della donna in ogni tipo di pubblicità alla declinazione della lingua italiana, che per un blocco culturale non contempla espressioni come la ministra, la senatrice, la deputata. Se non si lavora su educazione, formazione e prevenzione, non ci sarà legge in caso di cambiare le cose”.

 

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